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Il diciassettesimo Archetipo PHE funzione ESPANSIONE

Il video in YouTube è al seguente link:

https://www.youtube.com/watch?v=bv7YykGo5kA

Phe ESCAPE='HTML'

Come nei precedenti lavori la prima parte è una ricerca estrapolata da vari testi con l'aggiunta di ampie riflessioni personali, conseguenza del trovarci nella via ionica di questo viaggio fra gli Archetipi.

L'ultima parte dà invece “voce” ai Maestri di Shamballah.

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Il nostro cammino tra gli Archetipi ci ha portati alla diciassettesima stazione, “luogo” in cui scopriremo una funzione importante: l'espansione di una forma.

Il suo compito è quello d'ingrandire le cose.

Lettera Phe ESCAPE='HTML'

La sua funzione è quella di allargare, spandere, diffondere, ingrandire, estendere fuori.
Rappresenta anche la rinascita, il ritorno.

Pensiamo ad un progetto disegnato su carta è un modo comodo per poter visualizzare l'opera da realizzare che diventa realtà grazie all'intervento, fra gli altri, della funzione espansione.

L'Archetipo espansione è complementare alla funzione concentrazione, ossia al decimo, la Iod.

Quando pensiamo all'espansione di qualcosa c'immaginiamo una crescita in potenza.

Ciò che era stato ridotto al nulla, ai minimi termini, viene amplificato nuovamente, per creare qualcosa di nuovo, una nuova forma.

Il pulsare della vita, l'inspirazione e l'espirazione , rappresenta questi due Archetipi complementari che agiscono in sinergia perfetta.

Inspirazione ed espirazione ESCAPE='HTML'

E' l'Archetipo dello stato gassoso e aeriforme perchè le molecole di gas tendono ad espandersi.
Rappresenta il seme dormiente sotto la terra che ne preparava l'espansione in superficie e che  inizia il suo movimento per crescere.
Il suo significato simbolico è bocca e non possiamo non associarla al “Verbo” creatore di vita e di forme, essendo il Verbo vettore della Creazione tutta.

Bocca ESCAPE='HTML'

Il mito associato alla Phe è quello di Eolo che aveva il compito di liberare e modulare i venti che custodiva in un otre, dentro ad una caverna, a Lipari, nelle Eolie.

Eolo ESCAPE='HTML'

La lettera che corrisponde al nostro Archetipo è la “P”.

E' la diciassettesima lettera dell'alfabeto ebraico, la quattordicesima  dell'alfabeto italiano, la quindicesima di quello latino e nell'alfabeto greco occupa il sedicesimo posto.

Deriva dal fenicio in cui aveva la forma di un uncino con il tratto più corto rivolto verso sinistra.

Lettera P  ESCAPE='HTML'

E' una  consonante esplosiva in quanto la pronuncia richiede una chiusura e riapertura delle labbra.

Gli iniziati di Alessandria avevano umanizzato questa lettera: la vedevano come una testa d'uomo unita alla cifra 1.

Intendevano così simboleggiare il corpo umano eretto, un uomo vivo, in piedi, unico animale in possesso di tale privilegio.


La figura geometrica che rappresenta il diciassettesimo Archetipo è l'eptadecagono regolare.

Eptadecagono ESCAPE='HTML'

E' un poligono con 17 lati costruibile con riga e compasso e fu Carl Freidrich Gauss a scoprirlo nel 1796 ma fu una sfida complessa che appassionò moltissimi matematici.

Chiese ad uno scultore d'incidere la sua scoperta sulla propria tomba, alla sua morte ma era così difficile che ricevette un rifiuto.

Ma come? Ci eravamo affacciati allo spazio quadrimensionale con il sedicesimo Archetipo ed ora siamo nuovamente nello spazio tridimensionale?

Non deve stupirci tutto questo: la visione anche solo parziale di una dimensione differente apre varchi di pensiero e di comprensione inimmaginabili.

E' come se la geometria stesse dicendo agli uomini della terza dimensione: vedete? L'uomo tridimensionale è ormai giunto ad uno stato di perfezione che è quasi difficile distinguerlo da Dio stesso, dove la perfezione di Dio viene rappresentata, dal punto di vista geometrico,  da una circonferenza.

Difatti è quasi impossibile distinguere l'eptadecagono da una circonferenza.

In numerologia la Phe è rappresentata dal numero 17.

Numero 17 ESCAPE='HTML'

È il settimo numero primo nel sistema di numerazione decimale
( 2, 3, 5, 7, 11, 13, 17, 19, 23.......).

I numeri primi sono particolari poiché vi è la possibilità di costruire con essi, attraverso la moltiplicazione, tutti gli altri numeri interi. I numeri primi sono infiniti.

Anche questo numero, al pari del tredici, ha assunto una valenza nefasta per alcuni ed importantissima per altri.
E' stato coniato un termine che esprime la paura per il 17:  eptacaidecafobia.
Viene considerato in molti paesi di origine greco-latina un numero porta sfortuna.
La domanda che dobbiamo porci nell'analisi storica della vita di questo numero, è in relazione alla sua funzione archetipa: perchè mai la funzione “espansione” è stata così temuta?
Cosa nasconde questo numero fra i più misteriosi di tutti? Forse riusciremo a comprenderlo proprio grazie alle funzioni che ogni numero esprime.
I detrattori di questo numero risalgono già al tempo degli egizi a causa della morte di Osiride il giorno 17 della Luna.
Il diluvio universale cominciò il 17 del secondo mese secondo l'Antico Testamento e terminò il 17 del settimo mese, quando Noè raggiunse l'Ararat.
I Pitagorici  lo aborrivano in quanto si trova fra il 16 ed il 18 , perfetti nella loro relazione 
di quadrilateri: 4x4 e 3x6.

Venerdì 17 è una combinazione funesta per i superstiziosi, unione del Venerdì Santo in cui si racconta morì Gesù e del 17.

Gesù ed Osiride ESCAPE='HTML'

Il  17 viene saltato piè pari in tantissime occasioni a causa della sua fama: non viene dato come numero nelle corse automobilistiche, alcuni autori illustri come Benedetto Croce, passano dal capitolo 16 al 18, negli aerei manca la fila 17 e potremmo continuare per ore.
Molti studiosi spiegano che l'eptacaidecafobia risale al tempo dell'antica Roma in quanto la sua rappresentazione in cifre romane ( XVII ) è anagramma di VIXI che in latino significa “vissi” ossia “sono defunto”.
Credo che questo numero sia legato alla Madre: ricordiamo che il patriarcato  per esaltare il maschile, ha schiacciato il femminile.
Ogni traccia di “operatività benefica” del femminile non poteva sopravvivere in questo tipo di energia.
Analizzando simbolicamente la storia della morte di Osiride, la morte di Gesù, il diluvio stesso, comprendiamo abbastanza chiaramente che cosa questo numero esprime in realtà.
Muore il Dio “solo” maschile, muore quindi la ragione limitante, i confini che trattenevano una dimensione ormai terminata.
Ha termine quindi, la prevalenza del maschile e come non poteva ai tempi dei romani nascere una superstizione contro ciò che loro esaltavano maggiormente?
La fine della supremazia del maschile rappresenta il termine del prevalere della ragione rispetto all'intuizione.
Muore con questo numero, il limite di una ragione troppo piccola per contenere le dimensioni che si espandono oltre quella conosciuta.
Come non provare un moto d'apprensione, quando davanti a te si aprono orizzonti sconosciuti in cui non vi è alcuna certezza?
Capiremo meglio procedendo nella nostra analisi del numero 17 questo pensiero.
Vediamo invece i sostenitori del 17 che cosa ci raccontano: secondo E. Levi rappresenta le stelle, l'intelligenza e l'amore.
Significa equilibrio universale e secondo la Cabala è un numero molto positivo in quanto il 17 Ottobre dell'anno 3761 a. c.  avvenne la creazione dell'Universo.
Anche la somma di questo anno dà 17.
Sempre secondo la scienza ebraica il 17 è un numero propizio in quanto è la somma del valore numerico delle lettere della parola “tov” che significa “buono, bene”.
Troviamo il numero 17 celato fra le pieghe del Vangelo di Giovanni quando narra della pesca miracolosa da parte di Simon Pietro di 153 grossi pesci.
Il numero 153 è dato dalla somma di tutti i numeri da 1 a 17.
Sono 17 i nomi degli Angeli invocabili ed altrettanti sono i Demoni.
Nei tempi antichi, nella regione di Urartu, vicino al Monte Ararat, alla divinità locale erano offerti dei sacrifici 17 volte.

Alcuni seguaci del Sufismo ritengono che il nome più sacro di Dio abbia 17 lettere.
Nel 1717 ci fu l’istituzione ufficiale della massoneria moderna e sappiamo bene che i numeri doppi sono "portali" che permettono alla funzione di rivelarsi nel mondo delle forme: sicuramente gli uomini di quel gruppo lo sapevano, giocano ancora oggi con gli Archetipi, li padroneggiano in ogni occasione (pensiamo all' 11/ 11 giorno dell'attentato alle Torri Gemelle). 

Il numero diciassette è collegato al segno zodiacale del Capricorno, segno in cui il Sole raggiunge il punto più basso e ricomincia a salire.

Capricorno e “capro” in ebraico si dicono “ghedi” e ovviamente il numero di questa parola è 17.

Il capro espiatorio era un animale da sacrificio la cui morte decretava anche la sua fine.

Ma noi sappiamo che la fine per la spiritualità non è affatto un qualcosa di sbagliato, anche Dio al termine della Creazione “vide che ciò era buono”.

Il 17 quindi decreta la fine di un qualcosa che è pronto per risorgere.
E' la fine nella sequenza degli Archetipi, del periodo di oscurità che la “forma uomo” ha passato attraverso gli stessi.

E' pronto a risorgere, ad espandere la sua forma trasmutata in una nuova forma.

L'espansione di questa forma completamente rinnovata “inizia” attraversando questo portale numerico.

Il come la forma si espanderà probabilmente, è un altro motivo che ha decretato l'avversione per questo numero: come abbiamo detto diciassette sono gli Angeli invocabili ed altrettanti i Demoni.

L'espansione della forma che avremo dato a noi stessi attraverso il nostro percorso, sarà proprio quello che si rivelerà a noi ed al mondo.

Come non temere un tale passaggio?
Quanti caduti nella storia avranno tentato l'impresa ma non essendo completamente purificati , avranno fallito?

Il 17  Agosto 1918, per esempio, nacque la società segreta Thule, incubatrice del Nazismo.
L'espansione di questa forma abbiamo ben visto dove ha condotto quegli uomini.

Non possiamo non menzionare la chiesa di Rennes Le Chateau, strettamente collegata al numero 17 ed ai Templari che lasciarono la loro impronta un pò ovunque.

La sua fama è strettamente legata alla misteriosa storia che cominciò quando l'abate Saunière venne nominato suo curato.

La chiesa era molto povera ma la sua fortuna mutò quando nel 1892  Saunière ritrovò dei manoscritti misteriosi all'interno di una cavità dell'altare.

Saunière divenne improvvisamente ricco e questo evento ha provocato ogni genere di congettura, da quelle metafisiche a quelle più terrene.

Saunière fece erigere accanto alla chiesetta la famosa “Torre di Magdala” facendo supporre che questo misterioso segreto ritrovato, fosse strettamente collegato a Maria Maddalena. 

Rennes Le Chateau ESCAPE='HTML'

Quello che incuriosisce di questo mistero, come dicevo, è la ricorrenza del numero 17 e del mese Gennaio.

Sigbert IV figlio di Dagoberto II, giunse a Rennes in questa data.
La Marchesa d'Hautpol muore il 17 Gennaio.

Sulla lapide di Jean Viè abbiamo in evidenza il numero 17.
Saunière ebbe un malore che lo condusse alla morte, in questo giorno.

Il 17 Gennaio di ogni anno, un raggio di sole attraversa la vetrata e provoca il fenomeno “delle mele blu”.

La data di pubblicazione del libretto criptico” Il serpente rosso” è ancora una volta il 17 Gennaio.

Il 17 Gennaio è la festa dedicata a S. Suplice, menzionata in suddetto libricino.

Lascio alla curiosità di ciascuno, per non appesantire troppo il lavoro sulla Phe, l'approfondimento di questo mistero.

Nell'ermetismo alchemico la Phe porta l'operatore alla fase chiamata Albedo.
Come il piombo è il metallo della Nigredo, l’argento è il metallo dell’Albedo, trasmutato dal piombo.
In termini alchemici, il corpo viene ridotto ad acqua “d’argento vivo” da cui successivamente verrà prodotto “l’elisir” ossia verrà creato lo Spirito vivificante.

Parliamo di uno Spirito purificato (dell’uomo) che, anche se è soltanto alla seconda fase, sta già guarendo il corpo e l’anima  ed inizia ad essere cosciente che ciò che egli ha prodotto su di sè, tramite proiezione, riesce a guarire anche coloro che gli stanno attorno.
L'Albedo è rappresentata dalla Stella del Mattino, Venere/Afrodite o da Lucifero. Lucifero originariamente aveva un significato molto positivo.
Il suo nome etimologicamente significa “Portatore di Luce”.
Egli era infatti l’Angelo che portava agli uomini la Luce della Conoscenza e non va confuso con Satana, l’Avversario.

Fu un solo uomo, tale Ieronimo, che interpretò a suo modo una frase di Isaia (14.12) identificando Lucifero con il drago  scacciato dal paradiso da Michele.

Afrodite secondo Jung rappresenta l'Archetipo dell'Anima.

Afrodite ESCAPE='HTML'

L’Anima rappresenta tutte le tendenze femminili nella psiche dell’uomo come i sentimenti, le emozioni, gli umori, l’intuizione, la ricettività per l’irrazionale, l’amore personale e l’affinità con la Natura.

È la detentrice dello spirituale. A seconda dello sviluppo dell’uomo, può essere la seduttrice che lo attira verso l’amore sensuale, la disperazione, la fine e addirittura la distruzione.

Afrodite rappresenta la liberazione dell'uomo, divenuto cosciente grazie al proprio lavoro dei contenuti dell'Anima.
Nasce dal mare ed è Lei quindi la guida nello spaventoso mondo dell'inconscio (il mare e gli inferi).
L'alchimista è sceso in questi abissi ma grazie alla sua guida, che gli dona nel viaggio ideali e sogni da realizzare, le immagini spaventose che denunciano la natura inferiore dell'uomo,  vengono viste e trasmutate.
Vi sono molti altri simboli alchemici per la seconda fase, o Albedo: il cigno bianco, la rosa, la regina bianca, ecc...
Nel Cristianesimo la Phe viene rappresentata dal Battesimo che permette all’Anima purificata di far sorgere in sé la resurrezione di Cristo.

Gesù risorto ESCAPE='HTML'

È questo lo “hieros gamos”, il “matrimonio sacro” tra Anima e Cristo.       Cristo rappresenta la nostra stessa Essenza divina interiore.
Nell'ebraismo la Phe occupa il diciassettesimo posto, rappresenta la parola,  il silenzio.

Phe ESCAPE='HTML'

Viene indicata con una bocca che è l'organo della parola.
La parola è potenza magnetica ed il principio di ogni manifestazione nel mondo fisico e può essere una benedizione od una maledizione.
Le ferite che si possono infliggere con la parola sono le più gravi ed inguaribili. Il potere del verbo è immenso quando viene usato in modo consapevole.
Sta a noi vigilare sulle nostre parole che creano sempre qualcosa.
Le parole del Saggio sono pura armonia: la tradizione afferma che  "dopo che l'occhio ha percepito la realtà del mondo con la Ayin, dopo l'incontro con il serpente, subentra la parola e l'uomo comincia a parlare con Dio.
A questo punto la coscienza si allinea con l’Essere Superiore che percepiamo. E' la bocca che afferma solo la Verità.
L'energia sessuale sublimata, libera di circolare nei centri di energia pulsante, risale verso la gola ed esprimere la sua capacità creativa attraverso il verbo.
Per energia sessuale s'intende una forza che può manifestarsi in un modo completamente diverso dall'atto fisico, in una vibrazione che sostiene la Parola.

Phe e Verbo ESCAPE='HTML'

E' il Verbo femminino che guida verso il grande ritorno e può manifestarsi solo quando Eva si ricorda di essere un Sole.
Nella Ghematria la Phe è il numero 80.
Era l'età che aveva  Mosè quando guidò Israele fuori dall'Egitto  e ricevette la Torà.
Rappresenta l'età in cui il processo di purificazione e rettificazione è completato.
E' lo stato in cui si ha il pieno controllo della propria natura animale.

 

Voglio condividere una bellissima preghiera donatami da un'amica, Rossella, che racconta la Phe:

“Oh Phe, o potenza del Verbo,
eccomi davanti a Te, mi offro al tuo Sole.
Purifica il mio Essere affinchè sia degno di essere
il fodero della Spada consacrata che è la mia eredità.

Unito a Te, non temo di testimoniare
e di esprimere la gloria dell'Eterno:
che tu sia benedetto, Dio di Luce,
io sono libero dallo sguardo degli uomini,
infatti è per Te che io canto, nell'unità del Vivente.
Che la tua parola si esprima attraverso la mia bocca,
che la tua Gioia si irradi da tutto il mio Essere,
e che il sacro Suono che anima i mondi
trovi la sua risonanza nelle cellule del mio corpo.
Oh Phe, Verbo creatore di Vita,
unito a Te cammino verso il Nuovo,
verso la Dimora benedetta dei Figli del Sole.”

In Massoneria la Phe rappresenta l'idealità che aspira alla Verità.
L'uccisione di Hiram ha interrotto ogni lavoro e priva i costruttori della loro guida.
Straziati cercano ovunque il cadavere del Maestro scomparso ed è il ramo d'acacia, che come un lampo nella notte, riaccende di speranza i loro cuori.

La speranza è per i Massoni la rosa ormai sbocciata , è il fiore dei Cavalieri dello Spirito che verrà posato sulla croce di cui l'acacia fornisce il legno.

Nei Tarocchi troviamo al diciassettesimo posto “ Le Stelle”.

Tarocchi Le Stelle ESCAPE='HTML'

Come ormai sappiamo ci troviamo nella via ionica, il che significa che il femminile guida la costruzione dell'Opera. 

Non vi è più uno sforzo dell'Io verso un qualche conseguimento, anzi, è lo stesso Io che sembra perdere progressivamente importanza.

Inizia con questo Arcano un'illuminazione progressiva dell'iniziato le cui fasi si rifletteranno nelle ultime Lame.

La purificazione alchemica graduale, avvenuta con le precedenti tappe dei Tarocchi ha prodotto un uomo nuovo.

E' pronto a spiccare il volo, ad incontrare il Cielo, all'illuminazione finale, come ben indica l'uccellino posato su un ramo, nell'immagine della Lama.

Vediamo evidenziata nella scena una bellissima fanciulla nuda che versa un fluido vivificante da due anfore.

La sua nudità indica il suo essere pura, senza nulla da nascondere mentre le anfore colme di elisir rappresentano il frutto di ciò che Ella è e che dona al mondo, versandolo con generosità nell'acqua stagnante di una vita allo stremo.

In cielo splendono otto stelle ma è Venere, chiamata anche Stella del Mattino, che sovrasta con il suo splendore ogni altra ad indicare che è Lei la guida dell'Opera rappresentata dalla giovane nuda.

Venere indica che un nuovo giorno sta sorgendo, che una nuova consapevolezza spazzerà via le tenebre della notte oscura.

La stella più luminosa è formata da otto raggi che ci riconducono all'ottavo Archetipo, la Het, funzione riparo.

Raccontano che saranno le caratteristiche della Het che ispireranno l'iniziato nel proseguo della sua avventura: la difesa, la sicurezza, l'onestà, l'integrità, la giustizia.

Le stelle illuminano la notte in cui era precipitato l'iniziato, il seme continuava a crescere protetto dal ventre della Terra ma non vedeva alcuna luce che potesse indicargli un'uscita.

Ed ecco, quando la trasmutazione donata dal Fuoco è terminata, che arrivano in suo aiuto le stelle, che raccontano di un buio colmo della loro antica Luce.

Le stelle nel cielo, sembrano indicarci che tanti prima di noi hanno compiuto il Viaggio dell'Anima ed il loro ricordo splende al di là del tempo.

L'individuo a questo punto è riuscito a distaccarsi dall'Ego e può manifestare la sua purezza interiore, la luce conquistata dopo una lunga notte oscura.

Dopo l'iniziazione del Fuoco che ha dissolto l'Ego, viene quella della Luce, il dono della Stella del Mattino.

Rappresenta la speranza,  la pace interiore, la fede illuminata, l'inventiva, gli ideali che sono il carburante per il moto di ogni uomo.

E' l'armonia con se stessi e con l'esistenza,  la Natura capace di sognare nuovi mondi grazie all'ispirazione.

Rappresenta la libertà di pensiero, d'espressione, d'azione donata dalla chiarezza conquistata dall'iniziato nelle varie tappe del suo percorso fra gli Archetipi.

E' la libertà dalle piccole  meschine passioni che vengono trasformate in grandi ideali collettivi.

La Stella del Mattino possiamo paragonarla al Sé Superiore, ormai diventato Uno con il Sé Inferiore in un abbraccio d'eterno abbandono e amore.

Ed eccoci giunti alle Rune dove incontriamo Petra.

Petra ESCAPE='HTML'
Petra ESCAPE='HTML'

Questa runa incarna più d'ogni altra la gioia e l'esuberanza, l'energia vitale.
Insegna ad assumere un atteggiamento attivo nella vita. Rappresenta l'autostima e la fiducia nelle proprie possibilità grazie anche alla conoscenza del proprio destino.
E' la fortuna che poggia le sue basi sulla conoscenza della Legge di causa ed effetto. Tale conoscenza rende il futuro prevedibile per colui che osserva.
Riesce ad attivare il ricordo della conoscenza depositato all'interno dell'inconscio collettivo dell'umanità e dimenticato dai più.
Rappresenta la rinascita, la rigenerazione sotto tutti i punti di vista, l'evoluzione, la scoperta di poteri occulti, la fertilità femminile.
E' la runa vivificante, la ricomposizione di tutto ciò che si era spezzato in un modo completamente nuovo, grazie alla chiarezza ed alla lucidità mentale.
E' il seme che è pronto ad uscire alla luce del Sole.
E' la libertà da ogni fantasma del passato e la vita e la morte si celebrano senza alcuna paura.

 

Osho come sempre, ci accompagna nell'ultima parte del nostro lavoro con queste parole: 

Osho e Phe ESCAPE='HTML'

“ percepire l'espansione della propria consapevolezza è l'esperienza più estatica in assoluto, perchè improvvisamente sei l'intero Universo.
Le stelle sono dentro di te, la Terra gira dentro di te, i fiori sbocciano dentro di te. L'esperienza mistica è il frutto della devozione e tu sei sempre in un suolo sacro.
Anche una passeggiata mattutina diventa devozione, senza fare nulla di particolare e il vento, il Sole, il fruscio degli alberi: è una chiesa senza confini”.

Shamballah

Shamballah e Phe ESCAPE='HTML'

Carissima Angelica complimenti per il lavoro che stai svolgendo con gli Archetipi.
Il diciassettesimo archetipo rappresenta l'espansione delle forme.
E' l'elevazione in potenza di qualsiasi forma precedentemente creata.

Attraverso il verbo voi potete creare la realtà che vi circonda.

Le parole sono importantissime, soprattutto se espresse da chi come voi, ha raggiunto un livello di ascesi spirituale importante.
La parola crea il mondo che voi desiderate e dovete prestare molta attenzione a ciò che chiedete.

Il Verbo del Creatore attraverso la Phe diventa il verbo del “piccolo creatore” , dell'uomo divinizzato.

E' una funzione importantissima, perchè permette all'uomo divinizzato, d'andare oltre le proprie capacità.

L'espansione della forma deve assoggettarsi ovviamente alla Legge Uno che è Armonia pura e quindi qualsiasi cosa venga espressa attraverso la Phe, risulta armoniosa.

Non dovete temere di creare cose che potrebbero in qualche modo danneggiare chi vi sta attorno, ci sono limiti di coscienza che avete ormai superato e che vi stanno alle spalle, in dimensioni che non dovrete più varcare.

E' tutto meravigliosamente sublime ciò che create.

La Phe è la parola che Dio dà agli uomini, per essere a sua immagine e somiglianza, il tassello mancante per coloro che cercavano il segno necessario all'apertura di varchi di pensiero e di coscienza preclusi.

E' la chiave.

Una chiave che ha la forma d'una lettera, la Phe, una chiave che potranno usare solo coloro che non verranno bruciati dalla chiave stessa.

Una chiave per gli Spiriti già ascesi in quinta dimensione.

Creare forme di pensiero non è così semplice e scontato, richiede che il creatore, abbia in sè le virtù necessarie a non sconvolgere i mondi precedentemente ordinati da coscienze più antiche della vostra.

La Phe è la chiave dell'uomo illuminato, il creatore che usa il verbo per creare.