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Il terzo Archetipo:"Ghimel" funzione "Rotazione"

Ghimel ESCAPE='HTML'

Il video su YouTube è al seguente link:

https://www.youtube.com/watch?v=edtKf9gqWuc

Archetipo Ghimel ESCAPE='HTML'

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Come nel precedente lavoro sull'Aleph, la prima parte è una ricerca estrapolata da vari testi.
L'ultima parte dà  invece “voce” ai Maestri di Shamballah.

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La Ghimel è il terzo dei 22 Archetipi.

La sua funzione è  ROTAZIONE.

Rappresenta la coscienza e corrisponde al centro in mezzo agli occhi, al terzo occhio degli orientali.

Terzo occhio ESCAPE='HTML'

E' la forma pensiero dell'intelligenza, della comprensione, della concezione astratta, dell'idealità suprema, del pensiero percepito ma non ancora espresso.

E' la creatività che risiede nel mondo al di là della forma.

E' l'utopia

Perchè rotazione?

Aiutiamoci con la geometria : l'Aleph e la Beth, generano con la loro unione la Ghimel.


Vengono creati così tre punti geometrici, che ci consentono la rotazione del segmento nello spazio.

Segmento nello spazio ESCAPE='HTML'

Il moto circolare, per il suo movimento come per la sua forma assume un significato che anima, che attiva e vivifica tutte le cose.

Lo fa lontano dal processo in questione per incorporarle al suo movimento e di conseguenza agli opposti della classe a cui appartengono.

Ricordiamo le parole di Ermete Trismegisto:  quello che sta sopra è come quello che sta sotto.

Che tradotto può essere espresso in vari modi: quello che sta fuori è come quello che sta dentro, il macrocosmo corrisponde al microcosmo.

Pensiamo ai movimenti dei Pianeti : sono di rotazione.
Il movimento della vita non è  lineare ma è un movimento a spirale, discendente o ascendente.

Terra ESCAPE='HTML'

Gli Archetipi sono MOVIMENTO del Pensiero, prima di tutto.

Sono evoluzione continua, attraverso il movimento.

L'Aleph, duplica se stessa attraverso la Beth e crea, con la Ghimel,  il movimento dell'inconscio, il primo movimento conosciuto nella vita che non è lineare, ma rotante.

Possiamo dire che ruota su se stesso, parte e torna a se stesso.

Lettera Ghimel ESCAPE='HTML'

Quest'Archetipo ci riporta indietro nel tempo a quando l'uomo inventò la ruota.
Dietro la sua invenzione , troviamo questa importante funzione.

Noi possiamo osservare forme rotanti ovunque, essendosi poi la funzione stessa, espansa in molteplici modi.

Ma per gli antichi non era così semplice.
Non vi erano evidenti esempi di questa funzione, se non ad un osservatore attento.

Gli egiziani consideravano sacri gli scarabei, proprio perchè questi coleotteri erano la rappresentazione in terra della funzione rotazione.

Gli scarabei infatti,  spingono davanti a loro  una pallina di rifiuti e se ne cibano.

Scarabeo ESCAPE='HTML'

Nell'archeologia abbiamo diversi reperti che c'indicano in modo chiaro l'importanza che gli antichi attribuivano alla funzione rotazione.
Si rendevano conto dell'estrema utilità nel suo uso quotidiano.

Nel mito questo pensiero di rotazione viene rappresentato da Sisifo.
Sisifo sfida gli Dei che lo condannano ad una pena “eterna” ossia far rotolare un macigno pesantissimo fin sopra una rupe con una fatica immane.

Proprio quando è sul punto di terminare la sua fatica, una forza celeste lo riporta al punto di partenza.

Sisifo ESCAPE='HTML'

La lettera corrispondente a questo Archetipo è  la “G” trasformata in “C”  in successive elaborazioni da parte delle varie culture (“gimel” nell'alfabeto fenicio, “gamma” in quello dei greci, “K” degli etruschi..).

Lettera G ESCAPE='HTML'

Il numero corrispondente è il 3  che rappresenta la sintesi spirituale, la risoluzione del conflitto generato dal dualismo, dalla Beth.

E' la risultante armonica dell'azione del due
sull'Unità.

Corrisponde geometricamente ai tre punti ed al triangolo generati dalla spirale.

Triangoli e spirale ESCAPE='HTML'

La Ghimel rappresenta  il numero “idea” del cielo e della Trinità.

Insieme all'UNO e al DUE forma la legge del Ternario, il Dogma Universale  ossia:

1) principio che agisce, causa o SOGGETTO  dell'azione
2) azione del soggetto, il suo VERBO
3) OGGETTO dell'azione o effetto o risultato

Questi termini sono inseparabili e ne deriva la tri-unità che ritroviamo in tutte le cose.

Proviamo a semplificare cosa significa davvero creazione:

l'idea di creazione comporta necessariamente
1) creatore
2) azione o verbo del creare
3) creatura

Nel Ternario il primo è attivo per eccellenza, il secondo è intermedio, ossia attivo in rapporto al seguente, ma passivo in rapporto al precedente, mentre il terzo e rigorosamente passivo.

Il primo corrisponde allo Spirito (dello Spirito), il secondo all'Anima (dello Spirito), il terzo al Corpo (dello Spirito)

Osserviamo che ogni manifestazione di vita avviene grazie al Ternario, in modo ciclico e ripetitivo.

Le tre fasi dell'Essere: nascita, vita e morte.
Le tre fasi della donna: fanciulla madre ed anziana.
Le tre Parche che compongono, tessono e tagliano la trama dell'esistenza.

Le tre fasi del tempo: inizio, metà, fine.
Luce, energia e massa.
Lunghezza, larghezza ed altezza

Possiamo continuare all'infinito..

Nel Ternario però, non abbiamo ancora raggiunto la forma vera e propria: tutto rimane ancora nel piano ideale.

Sarà il quarto Archetipo che completerà la manifestazione nel piano fisico attraverso la sua  influenza.

Il Ternario è  il Verbo perfetto, infatti :

1) il Principio infinito creando
2)  parla di se stesso
3)  a se stesso

Ecco il Ternario e l'origine del dogma della Trinità.

Due cose che si rassomigliano e il Verbo che esprime la loro somiglianza, fanno tre.

Il Ternario in alchimia lo troviamo come

1) azoto
2) incorporazione
3)  trasmutazione

Nella scienza ermetica abbiamo:

1) la pietra grezza ( l'apprendista)
2) la pietra cubica ( il compagno)
3) la pietra filosofale ( il maestro)

In teologia:
1) Dio
2) incarnazione
3)  redenzione

Nell'Anima:
1) pensiero
2) amore
3) azione

Nella famiglia
1) padre
2)  madre
3)  figlio

Il Ternario è lo scopo e l'espressione suprema dell'amore: ci si cerca in due per diventare tre.

Se Dio non fosse che uno, non sarebbe mai nè creatura, nè padre, nè madre.

La Sacra Famiglia ESCAPE='HTML'

Se fosse due vi sarebbe antagonismo e divisione all'infinito e sarebbe la morte d'ogni cosa.

Quindi Dio è trino per creare se stesso ed a sua immagine la moltitudine di tutto ciò che esiste nella materia.

L'Uno è indifferenziato, il due coagula una parte del tutto ma rimane ancora indefinito alla Coscienza, il tre impedisce che questa parte coagulata si disperda nel tutto.

Vediamo nelle Sephiroth come spiegano questo Archetipo, in modo da allargare la nostra comprensione

Il terzo Sephirah, si chiama BINAH ed indica intelligenza, comprensione, è  la concezione e la generazione delle idee.

Sephiroth ESCAPE='HTML'

Rappresenta  la Vergine Madre che partorisce le immagini originali di tutte le cose.

Questo Ternario è d'ordine intellettuale e corrisponde al pensiero puro od allo Spirito.

Difatti rappresenta un concetto, un pensiero-cosa od un'idea, non espressa, racchiusa nello Spirito.

I cabalisti paragonano lo Spirito ad una sostanza che resta fluida nel mezzo divino e sotto l'influsso della luce essenziale, ma il cui esterno s'indurisce come cera esposta all'aria nelle regioni più fredde del ragionamento.

Passiamo ai Tarocchi e vediamo cosa ci dicono di questa funzione.

La terza Lama dei Tarocchi è  “l'Imperatrice”.

Imperatrice ESCAPE='HTML'

Notiamo che, come per il Bagatto e per la Papessa, questa Lama rappresenta nella posizione assunta dalla sua protagonista, la lettera Ghimel dell'alfabeto ebraico.

L'Imperatrice è una donna  sorridente, alata e coronata il cui emblema è l'aquila, simbolo dell'anima sublimata

Simboleggia il pensiero puro, ideale ed immacolato, poichè i primi tre Archetipi non sono ancora manifestazione fisica, ma solo manifestazione nel mondo ideale del pensiero.

Difatti l'unità del Bagatto non riesce a rendersi intellegibile .
Non possiamo rappresentare ciò che è illimitato.
Interviene la Papessa, Iside, che rende disponibile, senza però realmente renderci capaci di coglierlo, il pensiero che Ella c'induce attraverso l'intuito.

Percepiamo ancora il caos, poichè manca il terzo elemento del Ternario, per trarci dalla nostra confusione e rendere percepibile alla nostra psiche l'intuizione suggerita dalla Papessa.

E lei l'Imperatrice che rende l'idea manifesta alla coscienza.

L'Imperatrice raffigura l'intelligenza creatrice, è la madre di tutte le forme, di tutte le idee e di tutte le immagini.

L'Imperatrice afferma il suo dominio sul mondo degli Archetipi, dove tutto è mobilità, continuo movimento e trasformazione incessante.

E' il regno dell'ideale, della perfezione celeste, è la tensione dell'uomo verso questo Piano, irraggiungibile nella sua realtà manifesta, ma motore d'ogni attività umana.

Tutto qui  è necessariamente perfetto: è la regione degli Archetipi, cioè delle forme ideali o delle idee pure attraverso le quali viene creata ogni cosa.

Ella regge lo scettro d'una dominazione universale, poichè l'ideale s'impone, l'idea comanda e gli Archetipi determinano ogni produzione.

L'Imperatrice simboleggia l'attività interiore da cui ha origine l'intelligenza e la comprensione.

La Papessa, la seconda Lama od Archetipo, estrae la sostanza dell'idea agitando lo Spirito individuale.

L'Imperatrice trae dall'abisso rendendo manifesto al nostro pensiero quello che altrimenti rimarrebbe in eterno conflitto, non risolto se lasciato nel binario.

Bisogna arrivare al TRE perchè la luce appaia nello Spirito.

E' uno specchio che viene colpito dalle vibrazioni messe in movimento dalla Papessa e le riflette, condensandole, per renderle manifeste.

E' la sostanza supremamente spiritualizzata e spiritualizzante.

Nelle Rune, il terzo Archetipo è rappresentato dalla Ken.

Rappresenta la luce interiore che consente di plasmare se stessi e l'ambiente.

La parola Ken significa conoscere.

Ken ESCAPE='HTML'
Runa Ken ESCAPE='HTML'

E' la fiaccola che illumina il cammino e trasforma, creando sempre nuove forme con l'utilizzo dell'intelligenza.

Gli sciamani ricorrevano a questa Runa per ricevere ispirazione interiore ai loro quesiti.

E' la Runa che trasforma in conoscenza, il sapere.

Anche Osho ci parla di questa funzione e l'esprime attraverso il concetto di creatività.

“L'esperienza del creare è un ingresso nel mistero. Tecnica, abilità e sapere sono solo strumenti: la chiave sta abbandonarsi all'energia che dà nutrimento a tutte le cose.

Questa energia non ha forma, né struttura, tuttavia da lei scaturiscono tutte le forme e le strutture.

Qualsiasi cosa fai, se la fai con amore e senza calcolo, diventa creativa.

Se dentro di te hai qualcosa che cresce da questo spazio incontaminato che ti fa crescere, allora sei divino.

Tutte le religioni hanno detto che Dio è il creatore.

Io non so se lo è ma so che più diventi creativo, più diventi divino.”


SHAMBALLAH

Shamballa ESCAPE='HTML'

Amata, proviamo a spiegarti il terzo Archetipo, la Ghimel, della triade divina.

Il terzo Archetipo esprime la Trinità ed è Uno con i precedenti.


L'UNO indifferenziato non ha alcun movimento, il DUE crea il primo vibrare dell'energia divina ma è  il terzo Archetipo che ne dà la direzione.

La sua funzione è ROTAZIONE  poichè implica il concetto di completezza d'un evento.

Possiamo considerarlo al pari d'una piccola ascensione, d'un piccolo traguardo essendo il Verbo perfetto che si completa nel mondo ideale al di là delle forme.

Il numero 3 infatti, possiamo anche definirlo il numero delle prove iniziatiche, degli scalini da superare.

Piccoli scalini che tendono ogni volta ad una perfezione dell'uomo sempre più vicina all'Orizzonte e mai comunque raggiunta per la natura stessa della materia messa in movimento.

Nel momento in cui il movimento cessa ha termine la vita nella materia.

Si entra allora, nella regione dello Spirito, luogo accessibile agli Dei od a quegli uomini divenuti Dei dopo aver completato il processo d'ascensione che li ha riportati alla divinità che li ha originati.


Il Verbo prende vita e crea movimento, crea spazio e tempo e lo crea nella prima forma conosciuta, ossia grazie al movimento di rotazione in se stesso e di se stesso.

Movimento di rotazione ESCAPE='HTML'

Ogni movimento divino ha origine da una vibrazione, da una rotazione in se stessa d'ogni particella vivente ed è quindi questo il vero motivo per cui questo Archetipo rappresenta la funzione rotazione.

Il Verbo crea questa vibrazione come potrebbe fare un sasso lanciato in uno stagno che crea onde circolari una dopo l'altra ed è così che la forma, s'espande nello spazio .

E' il primo movimento delle particelle d'energia che danno origine alla forma.

Dio si sdoppia e torna se stesso.

Dio è Dio..è la formula che meglio esprime la Trinità poiché il Creatore crea, il creatore stesso.

Determina movimento e per dar vita alla materia è  il movimento delle particelle inermi rese disponibili dalla Beth, che deve essere messo in azione.

La funzione rotazione implica il moto rotante di una idea, poiche è la forma perfetta voluta dal Padre per ogni cosa creata, prima ancora della creazione stessa.

La Ghimel traduce in idea il Verbo del Padre che altrimenti non potrebbe manifestarsi nella realtà tangibile ai sensi umani.

E' come se condensasse in una nuvola visibile alla mente, non ancora concretizzato, il suo Verbo che prima non era che un'idea astratta, priva di forma, ancora da modellare.

Rimane ancora in questa fase, una manifestazione del mondo ideale, quel mondo che deve ancora prendere vita nella materia, il mondo della divinità

Non sempre si riesce a comprendere la differenza che esiste fra ideale e reale, spesso tendono a compenetrarsi senza riuscire a scorgerne la reale differenza.

Infatti il mondo al di là delle forme dove vivono le idee senza forma eppure ordinate dall'intelligenza divina, impedisce di scorgere la differenza.

Quest'Archetipo è l'ideale puro ed incontaminato espresso da una vergine perenne poichè ogni ideale puro nato nella regione degli Archetipi, è irraggiungibile nella sua perfezione.
Ecco perchè è Sisifo che esprime quest'Archetipo: l'uomo tende con tutto se stesso ad un ideale che occupando lo spazio divino, sopra la manifestazione fisica della materia, non può essere raggiunto mai.

E' la stessa perfezione della divinità che impedisce a Sisifo di raggiungere quella cima che pur agogna con tutto se stesso.

Nella regione più alta degli Archetipi non si arriva con il corpo ma con lo Spirito: quando lo Spirito ascende oltre la materia ha un assaggio della sublime perfezione spirituale

E' irraggiungibile eppure è questa sua perfezione irraggiungibile che determina il movimento subatomico di ogni particella vivente.

E' l'ideale che prende forma nella coscienza dell'uomo grazie al movimento di vibrazione delle particelle divine.

Rimane ancora ideale, non disponibile ancora all'addensamento per formare la forma materiale ma è  il progetto completo dell'opera divina che si manifesterà concretamente  grazie all'opera del quarto Archetipo.

Provate a pensare al moto universale della vita: non avviene come siete abituati a pensare in linea retta: neppure il tempo sapete è una linea retta, benchè voi lo pensiate così.

Tutto il moto del mondo avviene grazie alla rotazione delle particelle divine, scomposte dalla Beth e poi coagulate nel suo recipiente, l'utero della Madre.

Ondeggia ogni cosa, ogni piccola particella vivente crea onde che sono prima di tutto una manifestazione del pensiero del Creatore che dà così forma alle idee.
Pensate al moto d'un Pianeta, per comprendere appieno il vero significato dell'Archetipo che occupa il terzo posto della Triade divina.

Ogni Pianeta, ogni creazione atomica e subatomica richiama la Ghimel, poiché la funzione rotazione permette il continuo movimento in espansione della polarità che altrimenti dovrebbe viaggiare in due direzioni opposte senza mai incontrarsi ma non è certo questo quello che il creatore deve ottenere attraverso le sue creazioni.

La rotazione è la prima forma pensiero divina, non manifesta che permette al Creatore d'espandere la propria coscienza, senza perdersi in uno spazio di contrapposizioni che non s'incontrerebbero mai se non fossero sottoposte all'influsso di questa magnifica funzione.

L'idea viene concepita, coagulata e poi manifestata attraverso il moto prodotto dal movimento stesso del pensiero del Creatore.

L'ideale senza forma assume quindi la  forma voluta, per opera di questo Archetipo che permea tutte le idee ad uno stato superiore.

La Ghimel è  il terzo componente della Triade sacra poichè essa rende possibile l'espansione stessa d'un processo che altrimenti non avrebbe fine e non avrebbe direzione.

La Ghimel dà quindi ordine e direzione al caos, manifesto nella dualità che lo ha coagulato e reso percettibile solo a livello spirituale ma non ancora a livello animico.
Quando l'anima coglie l'idea pensiero ne ha reso possibile il moto.

Il moto è dato quindi da questa funzione ed è un moto che vediamo ripetersi ovunque in natura, essendo il moto perfetto della creazione stessa.

Galassie ESCAPE='HTML'