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Il sesto Archetipo:VAV funzione CONGIUNZIONE

Vav ESCAPE='HTML'

Il video su YouTube è al seguente link:

https://www.youtube.com/watch?v=uFLcwMhNurE

Lettera VAV ESCAPE='HTML'

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Come nei precedenti lavori la prima parte è una ricerca estrapolata da vari testi.
L'ultima parte dà invece “voce” ai Maestri di Shamballah.

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Il sesto Archetipo è la VAV che esprime la funzione portante o congiungente.

Nelle lingue antiche questa funzione era raffigurata da una U, la cui forma era quella di un uncino.

Rappresenta una funzione fondamentale che serve ad unire parti diverse tra loro.

Pensiamo a quanti oggetti di uso comune rappresentano questa funzione:

un anello che unisce una catena, un filo che unisce due lembi di stoffa, un gancio che permette ad un quadro di rimanere appeso alla parete.

Ma anche la congiunzione “e” per esempio è in grado di unire due parole fra loro ( Marco e Linda) o due frasi fra loro.

La Vav rappresenta il dominio della scelta di un individuo ed  il libero arbitrio, l'equilibrio , l'ambivalenza ed il lignam.

E'  il desiderio, l'aspirazione, la volontà formulata da cui dipende la bellezza dell'Anima( per alcuni autori rappresenta l'Anima stessa).

E' il legame che unisce tutti gli Esseri, un legame provvisorio essendo sotto il dominio dell'uomo stesso.

La lettera VAV, che in ebraico significa “gancio” , è la congiunzione: essa unisce concetti molteplici ed anche opposti. Rappresenta il legame tra cielo e terra ed ha la forma di un gancio.

La VAV unisce le parole per formare frasi, unisce le frasi per formare paragrafi, unisce i paragrafi per formare capitoli ed unisce i capitoli per formare libri.

La VAV implica relazione tra eventi e continuità tra generazioni.

Spina dorsale Cielo /Terra ESCAPE='HTML'

La VAV  rappresenta anche la figura dell’uomo eretto e della colonna vertebrale lungo la quale  la luce divina scende per apportare energia a ogni organo.

Tutti gli organi sono vitalizzati, vivificati, dalla luce divina; dalla luce che è energia.

Quindi la colonna vertebrale, è simbolo dell’uomo che è collegamento tra il cielo e la terra.

Proprio perchè  è collegato al cielo, egli sta sulla terra, in piedi e  diventa trasmissione di energia celeste, di luce divina ( concetto che ritroviamo pari pari, anche nella Runa corrispondente come vedremo più avanti o nel concetto di Kundalindi)

La Vav è la funzione che rappresenta l’incontro armonico degli opposti.

Nel suo significato più alto è il pilastro centrale dell’albero della vita, quello che mancava all’Albero della Conoscenza.

Unità ESCAPE='HTML'

Rappresenta la sintesi degli opposti ed è chiamato il “Sentiero d'Oro o della Freccia” , secondo la scienza ebraica in quanto, rappresenta la via più diretta verso l'unione con la Sorgente di tutta la vita.

Ogni elemento che costituisce la realtà possiede molti “ganci” che lo connettono con ogni sua parte o dettaglio.

Rappresenta l'equilibrio ma anche la scelta consapevole derivante dallo sbilanciamento dello stesso.

E' l'uomo che diventa inaccessibile al timore.

La Vav rappresenta l'Amore, il legame tra Dio ed il creato come tra la creatura e il creatore, tra l'interno e l'esterno, tra l'Alto e il Basso.

L'amore è la forza potente che muove l'essere umano verso il suo destino in base ad una scelta che proviene dal cuore.
Nello stesso tempo è un dono fatto da Dio agli uomini per perfezionare ciò che la natura ha lasciato imperfetto.
Rappresenta l'equilibrio magico espresso nella Cabala dal senario: nella sua causa prima è  la volontà di Dio, nell'uomo è la liberta', nella materia è l'equilibrio matematico.

L'equilibrio produce la stabilità e la durata.
L'equilibrio delle idee è saggezza.
L'equilibrio nella forza è potenza.

Ogni parola ed ogni movimento sono pro o contro l'equilibrio, pro o contro la verità, poichè l'equilibrio rappresenta la verità che si compone del pro e del contro conciliati.

L'Onnipotenza rappresenta la libertà assoluta.
L'assoluta libertà, tuttavia,  non può esistere senza un perfetto equilibrio.

Circe ed Ulisse ESCAPE='HTML'

Un mito che rappresenta questo Archetipo è quello di Ulisse che per salvare se stesso e liberare i suoi compagni rifiuta la coppa dell'incantatrice e la domina con la spada.
Circe rappresenta la Natura con tutte le sue voluttà e le sue attrattive.

Per goderne la si deve vincere.

L'uomo che come Ulisse ha imparato a dominare le passioni cieche che lo portano alla perdita di se stesso, rappresenta l'Ulisse in grado di scegliere dimentico di se stesso, padrone della sua volontà.

E' l'uomo che si è liberato dalla catena degli istinti per sottomettere la Natura alle sue scelte consapevoli.

La natura obbedisce al segno ed alla parola di colui che si sentirà forza sufficiente da non dubitare.

Esprime la capacità di trasformare le situazioni attraverso azioni e scelte corrette.

Il numero che rappresenta la VAV è il 6.

Numero 6 ESCAPE='HTML'

Gli Antichi affermavano  che l'uomo fisico fosse un senario, che diventava settenario quando ad esso si aggiungeva l'anima immortale.

Il senario rappresenta l'equilibrio magico tra i due Tre, cioè tra due irradiazioni opposte e tuttavia unite perché complementari.

Se il primo ternario dei primi tre Archetipi, rappresentava il Ternario divino, qui troviamo il secondo ternario, quello umano, che corrisponde nel piano materiale, al ternario divino.

Fatalità, volontà e potere formano un ternario che nelle cose umane corrisponde al ternario divino.

La fatalità è l'inevitabile concatenamento di effetti e di cause in un ordine stabilito.
La volontà è la facoltà direttrice delle forze intelligenti che concilia la libertà delle persone con la necessità delle cose.
Il potere è l'impiego sapiente della volontà che fa servire la fatalità ai desideri del saggio.

Ogni sforzo di volontà intelligente rappresenta una proiezione di potere umano ossia  l'unione, la combinazione, l'attrazione, il compenetrarsi degli opposti.

Il Sei, nella numerologia, simboleggia il piacere, la bellezza, tutto ciò che supera le considerazioni materiali, rappresenta il momento in cui, al di là dei bisogni materiali, si osa fare quello che si vuole davvero, ciò che piace.

Il numero sei rappresenta l'antagonismo dei due ternari ossia l'assoluta negazione o l'assoluta affermazione. E' il numero del lavoro e della libertà che può divenire bellezza morale e gloria.

Il sei rappresenta la prova iniziatica, la scelta che implica l'impegno attivo dell'iniziato a seguire la via dell'elevazione spirituale, senza disperdersi in illusioni.

Nell'antichità il 6 era consacrato a Venere e considerato simbolo di bellezza e di perfezione.

Venere ESCAPE='HTML'

Negli antichi misteri era venerato in quanto esprimeva le sei dimensioni di tutti i corpi ovvero i 4 punti cardinali e lo Zenit e il Nadir.

Rappresenta secondo Eliphas Levi, l'equilibrio perfetto tra Cielo e Terra, il Microprosopo, l'equilibrio fra la natura umana e quella divina.

Il mondo fisico è stato completato in sei giorni e così un oggetto che si autocontiene ha sei lati: sopra e sotto, destra e sinistra, davanti e dietro

La lettera del nostro alfabeto che lo rappresenta è la lettera F.

Lettera F ESCAPE='HTML'

Deriva dalla lettera dell'alfabeto greco Digamma, altrimenti conosciuta come Vau, che a sua volta deve la sua origine alla lettera dell'alfabeto fenicio WaW

La figura geometrica che lo rappresenta è l'esagono.

Esagono ESCAPE='HTML'

La parola esagono è composta da "esa-" che significa sei e da "-gono" che significa angolo a ricordare il fatto che tale poligono contiene sei angoli interni.

E' un poligono piano regolare, con sei lati uguali, sei angoli uguali, sei vertici.
Pitagora considerava questa figura geometrica come formata da due triangoli incrociati, il simbolo della creazione.

La lettera che lo rappresentava secondo Pitagora era la Y ( la Vaf primitiva).

Per gli Egiziani rappresentava  la congiunzione del Fuoco e dell'Acqua, la generazione.

Per gli Ebrei era  lo Scudo di Davide, per gli Indù il Segno di Vishnu.
Per i Greci rappresentava l'ermafrodita.
In Russia ed in Polonia il doppio triangolo è considerato un potente talismano.

I Greci, gli Assiri ed i Babilonesi ritenevano la geometria magica e sceglievano un appezzamento di terreno a seconda del numero di angoli che aveva: maggiore era, minore era la sua fertilità.

Anche nella costruzione degli edifici e delle città, ponevano attenzione alla forma geometrica , scegliendola in base alle caratteristiche misteriche che essa aveva, per trasferire  la stessa” magia” alla costruzione stessa.

Con l’esagono si auspicava la protezione della milizia celeste che, come uno scudo, allontanava gli spiriti maligni.

Celle esagonali api ESCAPE='HTML'

Il matematico Pappo di Alessandria , fu uno dei primi studiosi ad interessarsi ad una trattazione matematica  sulla forma esagonale delle celle delle api.

L'esagono regolare è uno dei 3 poligoni regolari(  esagono,  triangolo equilatero e quadrato) che, se ripetutamente posti l'uno accanto all'altro, riescono a realizzare una tassellatura del piano.

Riescono cioè a ricoprirlo interamente senza sovrapposizioni e senza lasciare spazi vuoti.

Si può dire che le api abbiano fatto questa scoperta: la forma esagonale è la migliore per un'ottima gestione e massimizzazione dello spazio.

La famosa Stella di David è lil simbolo geometrico che permette di comprendere appieno la contraddizione insita nel numero 6.

La stella a sei punte è formata dall’unione di due triangoli: quello con la punta verso il basso, indica la materialità, quello con la punto verso l’alto, invece la spiritualità.

Mentre la stella a cinque punte corrisponde alla dimensione microcosmica, all’uomo individuale, la stella a sei punte corrisponde alla dimensione macrocosmica, all’uomo universale.

Stella di David ESCAPE='HTML'

L’interazione dei due triangoli è l’incarnazione dell’unione tra cielo e terra, tra la polarità maschile e la polarità femminile e genera l’armonia degli opposti.

La Stella di David rappresenta la bellezza morale: è l'unione feconda tra l'Anima umana ( acqua) e lo Spirito divino ( fuoco).

E' l'unione tra la coscienza e l'inconscio.

E' il simbolo che rappresenta un individuo che con abnegazione e senza riserve si mette al servizio del Tutto.

Nella Cabala il sesto Sephirah è THIPHERETH.

Significa bellezza morale , amore, cuore , sensibilità , affetti che determinano la volontà,affetti puri estranei all'attrazione carnale.

Come riflesso di Keter è anche chiamata il Re con sul capo la Corona suprema (Keter), il figlio del Padre supremo Chokmah e della Madre suprema Binah.

Sephiroth e pergamena ESCAPE='HTML'

Nella filosofia ermetica è la quintessenza che risulta dall'unione fra le due forze del Grande Agente Magico (Akasha, o Luce Astrale).

Per l'Ermetismo abbiamo due vie divergenti che conducono al Magistero: una è secca e l'altra è umida,

La prima è razionale, la seconda è sentimentale poiché l'oro filosofico si può ottenere coltivando intelligenza e conoscenza profonda oppure con la sincerità di un amore fiducioso che si abbandona a ciò che detta il cuore.

Difatti secondo la scienza ermetica, la Pietra filosofale è appannaggio tanto del vero Saggio, quanto del vero Santo.

Dio è ovunque e non può allontanarsi da se stesso.
Penetrando negli Esseri si oscura da essi.

Quando l'Essere prende coscienza della divinità ogni individuo deve scegliere fra due strade ma una sola di esse conduce alla divinizzazione.

Vuoi sfuggire dalla lotta perchè temi lo sforzo, chiede la scienza di Ermete?
Nulla si ottiene senza sforzo ma sei libero di scegliere.

E' un bivio, un momento di sospensione nel quale l'individuo compie la sua scelta: vuole vivere veramente o vegetare?

E' lui che deciderà il suo destino: la vera libertà è espressa dalla scelta consapevole dell'individuo pensante che il quinto Archetipo ha formato.

La sesta chiave dei Tarocchi è l'Innamorato. L'uomo in mezzo ad una scelta di opposti, secondo alcuni, rappresentata dal vizio e dalla virtù.

L'Innamorato dei Tarocchi ESCAPE='HTML'

Sopra lui irraggia il Sole della Verità e nel Sole, l'amore tende l'arco minacciando con la sua freccia il vizio.

L’uomo entra a far parte del mondo cosciente, ossia l’uomo deve effettuare scelte personali.

Quando Ercole terminò il suo apprendistato alla scuola di Chirone, si ritirò in solitudine per decidere  che uso avrebbe fatto delle sue facoltà poderose.

Durante questo isolamento gli apparvero due magnifiche donne che lo incitavano, ognuna, a seguirle.

Così parla anche questa Lama.

La prima, alla sinistra dell'uomo è bionda e giovane, indossa una tunica in cui prevale il blu e l’azzurro.

Con la mano sinistra tocca il cuore dell'uomo, tutto nel suo atteggiamento indica la dolcezza, la purezza, l'amore e l'abbandono.

La seconda donna, alla sua destra, ha un aspetto più maturo e meno seducente (il naso è pronunciato e gli angoli della bocca sono piegati verso il basso), osserva ricambiata il giovane, il quale ha tuttavia un gesto di ritegno e porta la mano alla cintura.
La donna è vestita con un abito in cui predomina il rosso (simbolo di energia, di desiderio) e cerca di attirare il giovane verso di sé afferrandolo con la mano sinistra per una spalla, la sua mano destra è rivolta verso il suolo, come ad offrirgli i beni di questa terra.

La prima donna rappresenta la virtù che pero' gli prospetta un futuro colmo di fatiche e  di lotte che lo porteranno all'esaltazione del coraggio e dell'energia.

La seconda rappresenta la mollezza ed il vizio che al contrario gli prospettano un futuro in cui godere in pace la vita approfittando delle sue delizie godendo quindi dei vantaggi di chi sa accontentarsi , limitando le proprie ambizioni.

Alcuni Ricercatori ritengono che la donna alla destra del giovane, il cui viso è mascolino, rappresenti la polarità maschile che sospinge il giovane verso la donna di sinistra, ossia la donna amata che rappresenta la polarità femminile.

La seconda scena si svolge sopra le loro teste: un angioletto, Cupido, emerge dal Sole .

In questa Lama si manifesta il destino dell'uomo come vocazione ed adesione.

La carta rimanda all’unione di Cielo e Terra, fuoco celeste e fuoco terrestre, triangolo d'acqua e triangolo di fuoco; la loro unione è dovuta al fatto che essi sono una cosa sola e soltanto in questo momento tale verità viene vissuta concretamente come una scelta

La sesta chiave dei Tarocchi è  una sospensione del tempo, che unisce un prima ed un dopo.

Tutto è ancora da definire ed in mano ad un individuo che possiede gli strumenti necessari per compiere la scelta del suo destino.

Egli però non ha ancora, come Ercole, il cuore dell'eroe predestinato a compiere le dodici fatiche.

La sesta chiave del Tarocchi quindi, rappresenta il meccanismo dell'atto volontario della persona cosciente, l'Uomo di desiderio elevato.

L'energia volitiva raccolta da Cupido è pronta a colpire il bersaglio non appena la volontà dell'individuo che sta scegliendo, gli darà un cenno sulla scelta.

Angioletto Cupido ESCAPE='HTML'

La volontà dell'individuo quindi, rimane raccolta in potenza ma non ancora espressa.

Rappresenta l'Amore che dimentica se stesso coscientemente e si dona agli altri.

E' in effetti l'Unità rappresentata dal Bagatto, che ritorna sotto varie forme: infatti, l'uomo si trova in questa scelta ad amare come Dio.

Nelle Rune questo Archetipo è rappresentato da  Eihwaz.

Eihwaz ESCAPE='HTML'
Runa Eihwaz. ESCAPE='HTML'

Riflette le qualità dell’albero del Tasso europeo, indicato dal nome della Runa: si tratta di un albero che cresce alto, quasi indistruttibile, che ha un profondo significato per i popoli del Nord Europa.

Il legno di tasso veniva usato come una protezione contro il male e per fabbricare archi da guerra e da caccia.

Eihwaz rappresenta nelle Rune la morte o la morte spirituale e la rinascita.

E' un momento di sospensione tra un prima ed un dopo.

Un concetto molto simile a quello della morte sciamanica che si ritrova presso molte  culture.

Morire prima di morire,morire a se stessi, significa scoprire ciò che nella vita è veramente importante.

La paura della morte fisica inibisce e frena la tendenza dell'uomo verso la libertà totale di mente e Spirito.

Questa Runa esprime la consapevolezza dell'individuo che la morte  in questa vita è solo  una tappa di un viaggio ben più grande

Rappresenta la capacità di essere duri e veloci, attenti al fuoco che ci potrebbe danneggiare .
E' la forza profonda che è nell'uomo che permette di essere ben radicati, qualunque cosa accada.

Permette di scegliere sempre il meglio, nonostante le condizioni esterne mutino continuamente.

Eihwaz significa forza, affidabilità, fiducia, resistenza, illuminazione e scelta consapevole derivante dall'equilibrio del radicamento ottenuto con l'opera dell'uomo.

E' l'uomo immobile, in piedi contro tutte le forze irresistibili.
Rappresenta un passaggio, una congiunzione tra mondi diversi e diversi livelli di realtà

Anche Osho, infine, ci parla di questo Archetipo:
“Fà di ogni passo una tua scelta. Crea te stesso e assumitene l'intera responsabilità.”

 

Shamballah

Vav Shamballah ESCAPE='HTML'

Eccoci al sesto Archetipo da te trattato carissima Sorella.

Questo è un Archetipo ambivalente, doppio, come tutti gli Archetipi pari e per questo porta in sè come sempre, una certa dose d'incomprensione, a seconda dell'osservatore.

Il sesto Archetipo rappresenta l'individuo che dopo aver preso coscienza di sé, decide autonomamente il suo destino, determinandolo a seconda delle sue scelte.

Perchè, ci chiedi, la Vav rappresenta la funzione congiunzione?

La congiunzione è  necessaria quando due parti distinte devono essere accostate fra loro formando un'unità che nella dimensione temporale, ha una valenza simile alla valenza Unione che troviamo nella dimensione spirituale.

La funzione congiunzione infatti, permette di creare sequenze temporali che si uniscono fra loro formando la realtà che poi vivete.

Momento per momento questa funzione entra in gioco anche senza che voi ne siate coscienti

Il vostro stesso respiro esiste grazie a questa funzione che congiunge due atti diversi fra loro eppure entrambi indispensabili l'uno alla sopravvivenza dell'altro.

Questa funzione rappresenta quindi la congiunzione di tutto ciò che esiste ed è diverso e nello stesso tempo permette di unire le parti di questa diversità senza tuttavia creare un legame indissolubile che non permetterebbe l'avanzare del tempo stesso.

Il tempo quindi esiste grazie a questa funzione che determina un prima ed un dopo.

L'individuo che ha preso coscienza del suo sè, attraverso le sue decisioni e le sue scelte determina non solo il suo futuro ma anche quello della vita attorno ed entro di lui.

La scelta è quindi nella vostra dimensione, il tempo che avanza, il libero arbitrio che vi permette di costruire una realtà decisa da voi stessi.

L'uomo inconsapevole non percepisce la sua realtà superiore, quando compie per lui, le scelte che lo portano a vivere la sua esistenza.

Le scelte vengono compiute indipendentemente dalla sua volontà  poiché deve ancora maturare in lui, la coscienza che solo l'uomo del quinto Archetipo ha raggiunto.

Ma è il sesto Archetipo che gli permette di utilizzare, attraverso un atto volitivo, la sua coscienza per favorire l'evoluzione della sua vita e quella del mondo che ha scelto di vivere.

Questo Archetipo non è indipendente e non è slegato all'Archetipo Aleph.

Questo significa che nell'esistenza che conducete, esiste anche un certo destino che possiamo chiamare fatalità che vi permette di prendere le vostre decisioni, le vostre scelte, attraverso l'unione concatenata degli eventi che scegliete di sperimentare.

Rappresenta l'uomo che costruisce il suo percorso scegliendo di volta in volta dall'Universo quantico, il mattone su cui posare il piede; un mattone dopo l'altro, scegliendo una via od un'altra.

E' anche l'uomo però, che prende coscienza di questo suo potere e decide di usarlo per creare un se stesso che, essendo questo Archetipo l'ultimo tassello del Tenario umano, richiama il Creatore , che richiama il Ternario celeste.


Siate coscienti dell'importanza di questo Archetipo nella vostra esistenza: esso dà il potere di agire con sicurezza negli eventi della vostra vita, essendo una parte di un tutt'uno che è  il ternario umano.

Siete chiamati a vivere cercando di essere il più possibile ad immagine  e somiglianza del Ternario divino.

Avete il potere di decidere, avete il potere di scegliere ed anche se il dubbio e l'incertezza contenute in questo Archetipo ambivalente, possono attraversare la vostra attenzione, avete in voi quella divinità completata attraverso i precedenti Archetipi.

Questo  vi permette di ascendere attraverso le vostre scelte e di creare in terra ciò che Dio ha creato in Cielo.

E' l'Archetipo dell'uomo pensante, quindi , ma anche dell'uomo che si prepara a compiere un'opera che determinerà la sua esistenza.

E' attivo in potenza, come lo era l'Aeph.

Ma mentre l'Aleph apparteneva alla sfera celeste inaccessibile all'uomo, la scelta contenuta in questa forma pensiero, rappresenta ciò che l'uomo invece può compiere grazie ad essa.

Rispondiamo anche alla tua domanda riguardante il 666 dell'Apocalisse che tanto ha occupato l'attenzione di molti Ricercatori.

Ricorda che ogni individuo possiede un suo immaginario che è entro il contesto in cui egli stesso vive.

Il 6 rappresentava un numero dedicato a Venere.

E' un numero femminile e come ben sai il femminile è  stato ammantato di quel carattere ambivalente di cui abbiamo già parlato ampiamente con la Beth, il secondo Archetipo.

Essendo il 6 il numero dell'equilibrio, accostato al 3 che rappresenta il numero di volte in cui si ripete ossia il terzo  Archetipo, la Ghimel ( l'ideale che entra nella sfera della coscienza dell'uomo), è semplice capirne il significato.

Il sei è l'armonia generata dagli opposti congiunti.

Accostata al 3 Divino, la Ghimel, rappresenta  la consapevolezza, l'idea che raggiunge l'attenzione umana di ciò che realmente significa armonia e complementarietà degli opposti.

Non è ancora attivo, poichè rimane in potenza e tutto può essere...ma nessun individuo potrà mai concepire in sè l'armonia, senza aver conciliato gli opposti.

Senza avere combattuto in se stesso, quel male che rappresenta  semplicemente la divisione che ha in se stesso e che genera ogni genere di mostri.

Ogni battaglia ha origine dentro all'uomo ed e solo lì che avviene la sconfitta come fece anche Giovanni,  l'autore dell'Apocalisse.

Una battaglia con un solo vincitore che comprende gli antagonisti conciliati.

L'Apocalisse è semplicemente una rivelazione interiore in cui l'uomo concilia in se stesso ciò che costituiva divisione ossia il male ed il bene e  tutte le divergenze che hanno costituito tutta la vostra realtà 3D.

E' la fine. Ma è anche l'inizio.