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Il tredicesimo Archetipo: MEM funzione LIQUIDITA' o FLUIDITA'

Il video in YouTube è al seguente link:

https://www.youtube.com/watch?v=1s-JqE38GAE

 

Mem lettera ebraica ESCAPE='HTML'

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Come nei precedenti lavori la prima parte è una ricerca estrapolata da vari testi.
L'ultima parte dà invece “voce” ai Maestri di Shamballah.

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La Mem è una delle tre lettere madri dell'alfabeto ebraico unitamente all'Aleph ed alla Scin, poiché sono state le prime ad essere state create.

La Mem si esprime in due forme con funzione differente: la prima è aperta e la seconda chiusa.

La Mem aperta, linguisticamente viene usata ovunque tranne che in fondo alla parola dove  ci si avvale della Mem chiusa.

La Mem aperta indica la gloria rivelata delle azioni di Dio, espresse dalle sorgenti d'acqua in superficie.

La Mem chiusa indica quella parte di regole celesti  celate, che corrispondono alle acque nascoste nel profondo della Terra.

Rappresentano quindi il “Rivelato ed il Nascosto”.

La funzione della Mem è LIQUIDITA' ed in modo spontaneo e collettivo ognuno di noi pensa al liquido per eccellenza, presente in ogni dove sulla Terra: l'acqua.

L'elemento acqua rappresenta il flusso del divenire,  l'elemento dinamico che scorre e genera trasformazioni.

E' il fluido potenziale contenuto nello spazio infinito, l'energia pura e plasmatica.

La Mem quindi rappresenta l'acqua e tutti i liquidi ma anche lo scorrimento delle emozioni e dei flussi d'energia; è la fluidità applicata ad ogni forma, l'intuizione e l'immaginazione.

E' un elemento femminile come la Terra ed era molto venerato dagli antichi.
Se si paragona la Terra ad un corpo umano, l'acqua è il suo sangue, il fluido che la vivifica.

Mem è la Madre, la Sostanza eterna, la Materia prima del mondo, la Matrice universale, il Grande Abisso.

Indica tutto ciò che ha la funzione di “generare” in senso femminile.

Deriva da un antichissimo segno antidiluviano che indicava le acque matriciali, l’energia neutra, l’ambiente dal quale nasce ogni forma di vita.

La Mem rappresenta il  punto di congiunzione tra un prima ed un dopo, un cambiamento, la ripresa dopo la fine, la metamorfosi.

E' la connessione fra il mondo della forma e quello senza forma, l'elemento di transizione fra i cicli, modellabile per natura.

L'aspetto rigeneratore delle acque genera purificazione e trasformazione.

La donna e la Dea Madre , la Terra, sono entrambe soggette al diluvio: quando si rompono le acque viene alla luce la vita.

Madre Terra ESCAPE='HTML'

La “piccola madre” mette al mondo un bambino, la “Grande Madre” , dopo un lunghissimo periodo di gestazione dà vita all'Essere Celeste, l'uomo vero, l'uomo Dio.

Tutto si conserva racconta questa funzione, soltanto modificandosi incessantemente.
Le cose nascono e rinascono senza sosta, ad ogni istante in un flusso perpetuo.

Mem è la creazione e la distruzione continua, il principio rinnovatore, la causa delle trasformazioni e dei cambiamenti che provocano il movimento vitale.

E' la fatalità, la disillusione, la rinuncia, la putrefazione, la fine, l'evoluzione della personalità, nuovi spazi conoscenze e situazioni , la rinascita sia mentale che emozionale, la rigenerazione energetica.

Un libro famoso, colmo di significati simbolici e divenuto leggenda è quello di Siddharta.

Il protagonista, Siddharta,  passa di esperienza in esperienza, dal misticismo all'amore carnale, all'ascetismo, alla vita in comunità.

Fluido ma non consapevole della sua “fluidità”.

Fino all'apoteosi che lo rende un Buddha, il suicidio nel fiume ( la morte mistica dell'ego)  che lo trasforma per sempre in un Dio Vivente.

Suicidio dell'Ego ESCAPE='HTML'

La lettera del nostro alfabeto che rappresenta la Mem è la lettera “M”.

Lettera M ESCAPE='HTML'

E' la 13^ dell'alfabeto inglese, di quello ebraico e del latino moderno.
Deriva dalla lettera greca “mi” che a sua volta deriva dal fenicio “mem”.

Secondo la Blavatsky è la lettera più sacra, androgina ed esprime l'acqua nella sua origine o “grande abisso” da cui sorgono le esistenze, anche se temporaneamente.

Raffigura simbolicamente la morte ma anche la rinascita, la riformazione, il ritorno.

È la lettera matrice di vita che dona l'immortalità.

La figura geometrica che meglio rappresenta questo Archetipo è la spirale che simboleggia l'infinito, la rinascita o la reincarnazione, il movimento continuo ed evolutivo della vita.

Movimento a spirale ESCAPE='HTML'

In geometria, la spirale è una curva piana che si avvolge infinite volte attorno ad un punto fisso, detto polo della spirale.


La spirale è l'ascensione del cerchio verso l’alto, verso l’unione con l’Uno.

Rappresenta il cammino spirituale di tutti gli Esseri che attraverso le esperienze incessanti ed evolutive fondono le loro coscienze in Dio.


La Spirale è l’Energia Prima Divina che avvolge e purifica.

Meditazione e movimento a spirale ESCAPE='HTML'

Infatti visualizzando in meditazione l’energia che si avvolge a spirale intorno all’Essere, si realizza la sua purificazione e guarigione da un punto di vista spirituale.

Il numero espresso dall' Archetipo trattato è il 13.

Numero 13 ESCAPE='HTML'

Tredici è quattro in un'ottava maggiore ed è uno più di 12 il quale, come abbiamo visto nel   dodicesimo Archetipo, la Lamed,  rappresenta un ciclo completo.

Il 13 va oltre il ciclo completo: rappresenta l'oltre il finito, un prima ed un dopo che s'intersecano in questo momento per permettere l'evoluzione della vita.

Il primo significato a cui si pensa è come numero della fortuna o come numero della morte.

I due concetti non sono così separati come sembra in quanto il 13 indica un cambiamento drastico che può essere sia in positivo che in negativo.

Il tredici predice nuovi inizi e ciò significa che i vecchi sistemi devono terminare per favorire le trasformazioni richieste.

Rappresenta quindi la morte, la trasformazione e la rinascita.

Viene considerato come un numero negativo nella cultura popolare e superstiziosa.

E' stato coniato un termine in psicologia a tal proposito: “triscaidecafobia” (paura del tredici).

Bisogna tuttavia notare che il numero 13 in alcune culture è considerato simbolo di fortuna e prosperità, specialmente in Tibet ed in Cina.

L'antipatia per il 13 ha radici antichissime, religiose e mitologiche di cui portiamo solo alcuni esempi.

Nella mitologia norrena, Loki era il tredicesimo Dio ed  era subdolo, traditore e malvagio.

Nell’Ultima Cena,  Giuda fu il tredicesimo a sedersi a tavola ed  il tredicesimo capitolo dell’Apocalisse di Giovanni tratta dell’Anticristo.

Sempre nel Cristianesimo Satana viene descritto come il «tredicesimo Angelo».

Un altro elemento che contribuisce a rendere il 13 temuto è la data, venerdì 13 ottobre 1307, nella quale furono arrestati in massa i famosi Cavalieri Templari.

Abbiamo ancora il disastro della missione Apollo 13.

In  molti paesi del mondo il 13 viene escluso: per esempio non si viaggia in una comitiva di tredici persone o  non si sta in tredici a tavola, negli ascensori viene dribblato il 13^ piano e nella Formula 1 non ci sono automobili con questo numero.

Secondo i cristiani primitivi tuttavia, il 13 parla del mistero divino sotto forma di speranza redentrice poichè la stella di Betlemme apparve in cielo il 13^ giorno dalla nascita di Gesù per annunciare la lieta novella e per guidare i Re Magi.

Il 13 rappresenta l'Archetipo chiamato “l'Alchimista” ossia l’uomo che  affronta la prova suprema della materia, al fine di riconoscersi nello Spirito immortale.

Molte scuole alchemiche europee utilizzano il calendario lunare di tredici mesi.
Questo calendario possiede un tredicesimo segno zodiacale, “Ophiuchus”, il Serpentario.

Ofiuco  ESCAPE='HTML'

Situato in perfetta corrispondenza del centro della galassia, tra lo Scorpione ed il Sagittario, Ophiuhcus era il segno segreto degli Alchimisti.

Da un punto di vista simbolico rappresenta l'Iside segreta ossia la forza creatrice invisibile ai nostri occhi.

Per gli antichi Egizi Iside rappresentava il centro della galassia, nell'aspetto divino di madre della creazione,  la prima materia, l'utero nascosto di tutto ciò che esiste.

Iside Materia Oscura ESCAPE='HTML'

Uno dei segreti dell'antico Egitto era la conoscenza di un Sole segreto (chiamato in svariati  modi, come vedremo a seguire) al centro dell'Universo oltre a quello che noi vediamo.

Nel linguaggio alchemico, il centro della galassia è anche chiamato il Sole Nero, il Sole nascosto appunto, quello invisibile.

E' il Sole segreto che incarna l'eterno femminino.

E'  Maria Maddalena, nella chiesa delle origini seconda soltanto a Gesù , il tredicesimo apostolo, l'apostolo degli apostoli, “la sacerdotessa che sa tutto".

Ophiuchus, il misterioso segno zodiacale, scomparve con l'avvento del calendario solare romano di dodici mesi che sostituì rapidamente l'antico calendario lunare.

Scomparve anche Maria Maddalena, celata fra le pieghe del tempo eppure viva occultamente e pronta a tornare con il suo messaggio, in perfetta sinergia con l'avvento dell'Era dell'Acquario.

Il numero 13, che nella sua riduzione teosofica diventa 4, è correlato al mondo dei sensi e delle forme e contiene in sé il principio dell’ineluttabilità del cambiamento.

Nell’eterno gioco degli opposti, vita e morte sono intimamente connesse; l’una deriva dall’altra, in quanto ogni cosa nel momento in cui nasce comincia a morire.

Possiamo affermare che l’unica costante dell’esistenza è proprio il mutamento che permette alle forme ormai logore di lasciare il posto a quelle nuove.

Questo processo avviene tramite il contatto con l’ombra personale, che è la somma di tutte le  realtà negate e ricacciate nell’inconscio.

Integrando gradualmente le nostre zone d’ombra, otteniamo l’illuminazione, che è il fine ultimo della vita umana e lo facciamo sia in forma individuale che collettiva( come nel caso della Maddalena e della sua riabilitazione storica).

Il numero tredici viene anche chiamato il “Sole degli Illuminati”, questo perchè si entra nell'occhio del ciclone, nell'ottava musicale dell'Anima, quando un ciclo completo è compiuto.

Quando tutti i raggi della circonferenza di un ciclo completo, si sommano e acquietano, convergono nell'eterno istante ( in assenza di passato e futuro) ed in quell'attimo privo di tempo e di spazio, viene focalizzato l'istante nell'eternità.

Rappresenta un Sé Superiore ormai consapevole, spogliato delle 12 maschere archetipali della personalità, avendone acquisito tutte le potenzialità, come succede per i colori che fondendosi, realizzano "il bianco", il non colore.

E' così che il ricercatore di realtà, togliendo il velo, realizza la propria apocalisse, la propria rivelazione ed ascende ad un ciclo superiore e del tutto nuovo.

Chi la realizza, cessa di avere un segno, una personalità, un destino ed acquisisce le potenzialità espresse dal  numero tredici, il  Sole degli Illuminati.

Nell'Ebraismo la Mem  è il geroglifico che rappresenta l'acqua e tutte le sue funzioni,  il mare, la terra, la materia in generale.

E' la Fonte della Sapienza e della guarigione totale dell'uomo da cui sono sorti innumerevoli miti.

Rappresenta la rinascita, la creazione e la distruzione, le acque della vita, il mondo delle emozioni e dell'amore, la maternità, la fertilità, la fluidità.

E' la  lettera della semplicità, la capacità di essere se stessi fino in fondo.

Il numero in ghematria è 40 e  rappresenta l' attesa e la preparazione,  la rivelazione, la purificazione .

Pensiamo al Diluvio Universale che durò 40 giorni, ai quaranta giorni che Mosè passò sul Sinai per ricevere la Torà, ai 40 giorni che precedono la Festa dell'Espiazione o ai quarant'anni di Israele nel deserto.

Immergendosi completamente nell'acqua ci si purifica, si simula una specie di morte e rinascita.

Bagno purificatore ESCAPE='HTML'

Nell'Ebraismo la pratica dei bagni rituali è fondamentale, come per esempio prima di un matrimonio, prima di ricevere il sacerdozio o nel battesimo, comune anche al Cristianesimo.

Il rituale simboleggia la trasformazione, un prima ed un dopo uniti in quell'attimo di abluzione.

Come abbiamo anticipato la Mem può avere due forme utilizzate in modo differente a seconda della loro ubicazione nella frase.

Rappresenta i due stati dell'acqua: quello di una “fontana aperta”, cioè una sorgente d'acqua posta in superficie e di una “fontana chiusa”, cioè le acque nascoste nel profondo della Terra.

Le due forme della Mem simboleggiano i due pani dell'Anima: quella che
s'incarna e quella che rimane sempre legata ai mondi divini, memore della sua origine segreta.

La Mem chiusa rappresenta per gli Ebrei, la venuta del secondo ed ultimo Messia dopo Mosè.

La loro certezza nasce proprio da questa doppia espressione linguistica della Mem.

L'ultimo redentore sarà il Messia, legato alla  Mem celata perché sarà colui che realizzerà la definitiva redenzione dell'umanità, la guarigione ultima e non ancora manifesta, per questo celata, sigillata.

Nell'Ermetismo alchemico il 13^ Archetipo  rappresenta la fonte costante di rinnovamento perpetuo, la morte e la rinascita in forma germinale.

La morte mistica di cui parla l'Ermetismo, definisce la capacità dell'Iniziato di portare lo stato della propria coscienza( la propria entità pensante) nelle stesse condizioni di una morte fisica, mantenendo inalterato il suo stato di coscienza vivente.

In Alchimia abbiamo 4 fasi che simboleggiano lo stato dell'Anima:

1) la calcinazione :  equivale alla morte del profano

2) la putrefazione:   è la separazione delle rimanenze distrutte

3) la soluzione:  ossia la purificazione della materia

4) la distillazione:  ossia la precipitazione della materia purificata.

L'Opera al Nero segna il successo della prima operazione, nel corso della quale il soggetto muore e si decompone ed abbiamo quindi la putrefazione.

La putrefazione rappresenta la dissoluzione dei residui mentali che impediscono l'avanzamento evolutivo spirituale.

Imprigionato in un recipiente ermeticamente chiuso e quindi isolato da ogni influenza vivificante esterna, il soggetto muore e si putrefa.

E' allora che appare il colore nero, simboleggiato dal corvo di Saturno che è di buon augurio all'inizio della Grande Opera.

Corvo Opera al Nero ESCAPE='HTML'

“ Se tu non vedi prima di ogni cosa quel nero, sappi che hai fallito nell'opera e che devi ricominciare” insegnava Nicolas Flamel.

Insegnava quindi a ritirarsi dal mondo di superficie, facendo perire ogni vanità  per avviarsi lungo le trasmutazioni progressive di se stesso.

La morte separa ciò che è sottile da ciò che è denso:  libera lo Spirito dalla materia.

La morte nella scienza ermetica è la distruzione della falsa personalità, in seguito alla quale vengono rimossi, lavati via, molti strati di immagini illusorie di sé, permettendo all'energia primaria di brillare in tutto il suo fulgore.

Le civiltà antiche chiamavano i propri iniziati “morti viventi” poichè erano rinati ad una realtà così diversa da quella del mondo di gruppo da non essere più legati a quest'ultimo.

Nei misteri classici quest'esperienza della morte nell'aldilà veniva chiamata “Sole di mezzanotte”(  in quanto  non è ancora giorno ma lo promette e lo prepara).

Il teschio rappresenta ciò che rimane del corpo dopo la sua distruzione e con questo significato appare nei testi e nelle immagini simboliche ad indicare l' Opera al Nero.

Teschio simbolismo ESCAPE='HTML'

La morte è il principio trasformatore che rinnova tutte le cose, la necessità ineluttabile, il cammino fatale dell'evoluzione il movimento eterno che si oppone ad ogni arresto.

Rappresenta la spiritualizzazione, la dematerializzazione.

E' la percezione della realtà spogliata da ogni ornamento, il disincanto, il distacco lo stoicismo, l'iniziazione integrale, l'incorruttibilità, l'ascetismo, la libertà assoluta di giudizio, la Maestria consapevole.

Gli Alchimisti rivelano che lo Zolfo ( ossia il fuoco interiore di ogni individuo) , brucia a spese di riserve che sono destinate fatalmente ad esaurirsi con conseguente rallentamento graduale del suo ardore fino all'estinzione finale che noi chiamiamo morte.

La morte in realtà non estingue nulla bensì libera le energie prostrate sotto il peso di una materia sempre più inerte.

“Saper morire” è il grande segreto dell'Iniziato, poiché morendo si libera di ciò che è inferiore per elevarsi, sublimandosi.

Il vero saggio è colui che muore in ogni istante, consapevole che tutto evolve ed il peso di ciò che ormai, per lui è inferiore, lo farebbe rimanere fermo, paralizzato.

Ci sono due morti fondamentali  la prima ricorda quella di un pulcino e la sua incubazione, prima di spezzarne il guscio.

Spezzare il guscio  ESCAPE='HTML'

L'Iniziando deve ripiegarsi su se stesso nelle tenebre dell'uovo filosofico per conquistare la luce e la libertà.

Ma questa prima rinascita non corrisponde ad una vita di riposo trionfale: impone fatiche incessanti la cui ricompensa però è la seconda morte.

Qui l'adepto muore nei confronti di se stesso, del proprio egoismo radicale.

Ma non disdegna i suoi simili nella sua vittoria: rinasce unicamente per vivere per loro.

Si è unito al Grande Essere.

Colui che giunge a tale stato dispone di una potenza immensa e possiede la pietra filosofale: ma soltanto una duplice morte ha potuto portarlo all'apoteosi.

In Massoneria la morte iniziatica espressa dalla Mem conduce alla condizione di Maestro immortale: quando ogni illusione sparisce il giudizio si tempra.

L'Iniziato muore a tutto ciò che è fittizio per risorgere nella condizione di Maestro.

L'acacia che è il simbolo mistico di questo Archetipo per i Massoni, rappresenta il testamento di Hiram, l'architetto del Tempio di Gerusalemme che insegna che ”bisogna saper morire per vivere nell'immortalità”.

Acacia e Massoneria ESCAPE='HTML'

Secondo la leggenda tre Compagni domandarono a Hiram di metterli a conoscenza della parola segreta dei Maestri.

Hiram si rifiutò ed i tre lo uccisero  nascondendo il cadavere di Hiram sotto un ramo di acacia.

L'acacia germogliò e rivelò il sepolcro di Hiram ai Maestri che poterono smascherare gli assassini.

L'acacia simboleggi quindi la morte e la rinascita a nuova vita di Hiram.

L'Arcano XIII nei Tarocchi rappresenta uno scheletro munito di falce che nella tradizione popolare simboleggia la morte.

Rievoca un lungo lavoro di pulizia e di purificazione che prepara il terreno ad una nuova vita, introduce  una pausa spazio-temporale che precede un totale rinnovamento.

Ciò che è, cambia aspetto ma non viene mai distrutto; tutto persiste, mutando forma incessantemente  sotto l'azione del grande trasformatore.

Il personaggio dell'Arcano XIII  sta lavorando sulla  propria natura profonda attraverso un processo di eliminazione che elabora e doma l'ego.

La Morte Tarocchi ESCAPE='HTML'

Abolisce gli elementi inutili, i sistemi di valori ed i concetti limitati che frenano la sua libertà.

Questo Essere porta dentro di sé la divinità ma non è totalmente divino e lavora sul piano dell'incarnazione.

La tredicesima Lama quindi rappresenta al suo compimento, il momento della dissoluzione totale di tutto l'Essere per arrivare alla Luce e tornare alla matrice originaria.

Dissolvendo le forme consunte, questa funzione interviene quale ringiovanitore, poiché libera le energie destinate ad entrare in nuove combinazioni vitali.

Il Falciatore dei Tarocchi falcia verso sinistra( segno del passato) e vengono risparmiate le ossa ed i teschi hanno un'espressione che denota la vita oltre la morte.

Il Falciatore è l'indispensabile agente del progresso e colui che vede la sua verità non prova alcun timore nell'avvicinarsi.

Il saggio si avvia alla tomba lieto del beneficiare dell'allentarsi dei legami che tengono imprigionato lo Spirito nella materia e si affretta a perire misticamente, distaccandosi da tutto ciò che è corruttibile.

In questo modo rende possibile la propria rigenerazione, che lo fa rivivere in una forma più nobile.

La ‘dolce morte’ scaturisce dalla capacità di attingere la quintessenza dell’equilibrio.

La morte del saggio è il distacco naturalmente voluto dal proprio corpo durante il sonno o il distacco naturalmente voluto durante la veglia.

Nelle Tavole di Smeraldo di Thoth, la 13^ Tavola insegna come vivere rimanendo in perfetta salute, senza venire degradati dalla vecchiaia  e come gli Avatar di tutti i tempi trapassano rimanendo in piena coscienza.

La Runa associata a questo Archetipo e Laguz, la cui funzione è  “fluire”.

Laguz ESCAPE='HTML'
Runa Laguz ESCAPE='HTML'

Rappresenta la Sorgente di vita, l'acqua in tutte le sue manifestazioni, origine e grembo materno di tutte le cose, che scorre portando vitalità e continua rigenerazione.

E' la continua evoluzione della vita, una fonte di fertilità, il potere di rinnovamento e di guarigione, la crescita organica ed energetica, il cambiamento.

Rappresenta l'immaginazione, l'intuizione e le questioni psichiche, il nascosto, il profondo, il mondo sotterraneo, è il potere che deriva dall’immersione in un’esperienza.

Laguz contiene tutti i segreti dell'inconscio (l'inconscio collettivo) è collegata alle emozioni ed ai poteri occulti, rappresenta il contatto sereno con il nostro lato oscuro che ci permette  di camminare nella vita senza alcuna paura.

La sostanza di Laguz è presente ovunque, pervade tutte le cose ed è alla base di tutta la manifestazione.

È l'Energia Vivente di cui è fatto tutto, è la Madre.

Osho parlò molto in merito all'impermanenza della vita e disse fra l'altro:

“Quando dico diventa acqua, intendo diventa un flusso, non restare stagnante, muoviti e muoviti come acqua”.

Lasciarsi andare ESCAPE='HTML'

Voglio aggiungere un ultimo interessante appunto: quando la New Age era agli albori diversi decenni fa, fu subito osteggiata e sbeffeggiata.

Oggi viene invece descritta in questo modo: “è un grande fiume  nel quale affluiscono fiumi minori, torrenti e ruscelli ed impercettibilmente il livello e la portata delle acque crescono di giorno in giorno".

E' la Mem occulta che si manifesta nel mondo nell'elemento da Lei espresso: l'acqua.

Shamballah

Mem e Shamballah ESCAPE='HTML'

Cara Angelica, la Mem rappresenta la Madre in tutte le sue manifestazioni nel campo fisico, quindi la terra, l'acqua, l'ambiente vitale, il cielo le stelle, la materia.

La Madre Divina che, come per la Beth, contiene sempre un principio ambivalente che distrae chi non è in equilibrio nella propria vita spirituale.

Ovviamente questa mancanza di unicità porta ad osservare la Mem con giudizio che cambia a seconda dell'osservatore.

Dovete invece guardarla nella sua totalità: è la Grande Madre che opera nel mondo con la sua manifestazione fisica.

La Mem è vita e morte insieme, è inizio ed è anche fine in un continuo susseguirsi di attimi che si fondono uno nell'altro

La Mem rappresenta il movimento continuo della vita attraverso la sua dualità di forma.

Rappresenta la fine di ogni cosa che non necessita più di essere mantenuta nella coscienza di un Essere, sia che si tratti di un'esperienza che di una manifestazione fisica od emotiva.

Ogni fine rappresenta un nuovo inizio e la Mem interviene per permettere a voi tutti di assaporare nuovi mondi, nuove esperienze, nuove esistenze.

E' l'evoluzione della Madre in Terra.

Tutte le culture hanno sempre in un modo o nell'altro divinizzato la Madre in questo suo aspetto rigeneratore, perchè anche nei periodi più bui l'uomo ha sempre percepito l'importanza capitale della rigenerazione continua della vita.

Non viene accolta benevolmente nella presenza di resistenze che derivano da esperienze di dolore e di dramma ma questo non avverrebbe se l'uomo non fosse ancora duale nella propria percezione delle manifestazioni e delle esperienze della vita.

Rimosso il dramma, tolta la paura, la Mem appare divina in tutto il suo splendore ed in tutta la sua potenza.

Ascendendo alla quinta dimensione nè la morte, nè il dolore, né la paura possono più nasconderne il divino Volto splendente che dall'alto del suo amore, la Grande Madre nutre per tutto ciò che esiste.

Da Lei partite, da Lei tornate.

Se la partenza è dolore per la separazione che provate nell'uscire dall'Uno, il ritorno è pura gioia, pura estasi.
Siete a Casa.

E' la Mem che vi ha portati nuovamente a Lei.