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Il secondo Archetipo: BETH funzione CONTENITORE

Il video su YouTube lo trovate al seguente link:

http://www.youtube.com/watch?v=x07C-U_qwKc

Beth Archetipo ESCAPE='HTML'

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Come nel precedente lavoro sull'Aleph, la prima parte è una ricerca estrapolata da vari testi.
L'ultima parte dà  invece “voce” ai Maestri di Shamballah.

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Il  secondo Archetipo è rappresentato dalla Beth: la sua funzione è quella di CONTENERE.

E' un contenitore.

Rappresenta la casa di Dio e dell'uomo, il santuario, la legge, la gnosi, la cabala, la conoscenza, la chiesa occulta, il binario, la donna e la madre.

Perchè questa funzione viene dopo l'Archetipo “unione”, dopo l'Aleph?

Il modo più semplice per comprendere questo Archetipo e capire il motivo per cui occupa il suo  posto, è quello di pensare ad un bambino che sta giocando.

Ha davanti a sè  dei mattoncini di lego sparsi ovunque e vuole costruire una barca.

I lego sparsi davanti a lui, rappresentano l'Uno, la materia indifferenziata ma attiva in potenza.

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Ha bisogno di raccoglierne una parte, in modo ordinato e pensato, per dar vita al suo progetto.

In questo suo processo creativo, utilizza la funzione contenitore, la Beth, che raccoglie una parte del lego e la rende disponibile per la sua creazione.

La Beth possiamo rappresentarla anche con le nostra mani, quando per esempio,  le uniamo a coppa per raccogliere l'acqua e poi berla.

Mani a coppa ESCAPE='HTML'

Questa funzione quindi, raccoglie la parti di un tutto privo di forma e le ordina per dar vita alla creazione (che sarà completa solo con il terzo Archetipo, essendo il ternario, un'unica cosa che agisce apparentemente in modo separato).

Nel mito è Iside che rappresenta la funzione contenitore: quando raccoglie i pezzi del suo amato, sparsi ovunque, per dar vita a Horus, che a sua volta rappresenta  il terzo Archetipo della famosissima storia che ci hanno lasciato in eredità i nostri Antenati egizi.

Iside ed Archetipo Beth ESCAPE='HTML'

Ogni volta che Iside, il suo Archetipo, si accinge ad ordinare il disordine, ecco che appare la funzione DIVINA che è la Beth.
Quindi il contenitore diventa simbolo di manifestazione dell'energia primaria, di Dio.
L'onda indifferenziata ed invisibile dell'Aleph, viene racchiusa, coagulata  come in un recipiente, dalla Beth e resa disponibile all'osservazione, alla sperimentazione, alla vita.
In numerologia la Beth, è rappresentata dal  2: il due segue sempre  l'uno ed insieme sono l'origine di ogni possibile manifestazione matematica.

Numero due ESCAPE='HTML'

Il numero 2 contiene l' uno ed ogni altro numero che segue.

Ricordiamo che i numeri rappresentano un'idea/ forza  ed ecco perchè erano tanto cari a Ricercatori quali per esempio Pitagora che fondò tutto il suo studio esoterico ed essoterico, nella matematica.

Diceva infatti ai suoi discepoli: “tutto è ordinato secondo il numero”

Anche il grandissimo Lao- Tsè, parla dei numeri in quanto Archetipi, dicendo: “ L'uno si trasforma in due, il due si trasforma in tre, e dal Ternario deriva nuovamente l'uno, ossia la nuova unità (il nuovo “ordine”) rappresentata dal quattro”.

Vi dice niente ora “ 11 11 “, il passaggio dimensionale catalizzato da questi numeri ?

Ricordiamoci che la dualità, crea inevitabilmente una frattura con l' Uno Divino.

Ci si allontana dal centro divino,  mano a mano che si procede nella molteplicità, resa possibile dalla Beth, dal due.

La molteplicità allontana inevitabilmente dalla Fonte di tutte le cose, da Dio, dall'Uno da cui però ha avuto origine ogni cosa.

Ma allontanarsi dall'Uno, non significa che quell'Uno cessa di esistere poichè è e rimarrà sempre il principio non manifesto di ciò che abbiamo raccolto e diviso, con la funzione Beth.

Tanto più ci si allontana dall'Unità, dall'Archetipo Aleph, tanto più si sprofonda nella Materia.

La Beth, il due, rappresenta un eco ( in quanto l'uno ripete se stesso, si sdoppia) ed è quindi un RIFLESSO che genera un conflitto, una contrapposizione.

Geometricamente la Beth è espressa da due punti o un angolo o due linee.

Due punti, un angolo, due linee ESCAPE='HTML'

La Beth rappresenta il primo dei nuclei materiali, la Natura che si differenzia dal Creatore, la Luna   paragonata al Sole, l'ombra che riflette la Luce, il mortale che si differenzia dall'immortale.

Non è stata amatissima nemmeno dagli esoterici e dai religiosi questa funzione, poichè scaturisce da essa, il dolore d'una separazione da Dio, sentita fortemente entro ogni individuo.

E' stata mal compresa, ignorata od addirittura negata, considerata malvagia e corrotta ma senza la Beth, esisterebbe solo L'Uno, solo il Creatore il Divino immobile ed immutabile

Non esisterebbe la vita nella materia.

Gli uomini avvertono nel loro profondo  questo Principio Divino, Dio, che non possono più vedere quando la Beth, contenendo piccole parti di quell'Uno indifferenziato, agisce per creare l'esistenza nella materia.

Quel dolore rappresenta la causa del mancato riconoscimento di questa meravigliosa Funzione che invece  permette di  vivere l'esperienza terrena, nella materia, pur rimanendo parte di Dio, di quel Tutto indifferenziato.

E' la mancanza del ricordo dell'Uno che ha creato nei secoli, persino negli individui più spirituali, la negazione, il rifiuto evidente della Beth.

Ma la Beth deve essere ricollocata al suo Divino posto d'appartenenza, attraverso la comprensione e la consapevolezza della sua importanza nell'esistenza..

La Beth, come avrete ormai capito, rappresenta il principio femminile di tutte le cose

Rappresenta la conoscenza, il contenitore che permette all'uomo di sperimentare la vita  attraverso la materia.

Rappresenta la sophia ed il femminino sacro.

E' la donna gravida: l'unione fisica di un uomo ed una donna dà origine ad una gravidanza, che porta in sè questa nuova vita, l'Horus, il Figlio, che possiede  metà dei geni paterni e metà dei geni materni

Così viene creata continuamente la vita ancora..ancora e ancora..

Sempre rimanendo nell'ambito della biologia, possiamo pensare al concepimento: la Beth è l'ovulo fecondato, che si differenzia prima in due parti, poi in quattro, poi in otto e via dicendo.

Divisione cellulare ESCAPE='HTML'

La lettera del nostro alfabeto che rappresenta la Beth è la B.

Lettera B ESCAPE='HTML'

Nel lavoro che sto facendo con gli Archetipi e che sto condividendo con voi, sto usando proprio la funzione“contenitore”, la Beth: infatti, la mia conoscenza sugli Archetipi era indifferenziata.

E' la Beth che interviene, e “raggruppa ordinandoli” i vari argomenti, per renderli manifesti nella mia consapevolezza ed in questo lavoro.

Andiamo a vedere nei Tarocchi , il messaggio lasciato da Toth per la comprensione di questa importante funzione generatrice di vita materiale e di conoscenza.

Come abbiamo già detto i Tarocchi sono un libro che parla, facendo pensare.

Non fa pensare attraverso la ragione ma attraverso l'intuizione ed è questo il suo pregio maggiore e ciò che realmente rappresenta.

Quando noi leggiamo qualcosa, utilizziamo la ragione, per poter capire l'argomento trattato.

Quando invece lavoriamo sui simboli, utilizziamo l'intuizione, apriamo le facoltà interiori di una conoscenza deposta in noi ( l'Aleph), che si raggiunge unicamente dall'interno di noi stessi e per questo, apre le porte alla nostra divinità.

Il Secondo Archetipo nei Tarocchi è rappresentato dalla Papessa o Gran Sacerdotessa.

La Papessa ESCAPE='HTML'

Il Bagatto è un Archetipo attivo, in movimento anche se non manifesto.

La Papessa la troviamo avvolta in una calma immobilità, è passiva e silenziosa, apparentemente impenetrabile.

E' la Papessa che detiene le chiavi della conoscenza, che permette all'iniziato di cominciare il suo percorso verso la conoscenza.

E' lei che ha in mano la chiave della conoscenza, celata sotto un velo apparentemente impenetrabile agli occhi materiali, ma visibile agli occhi del cuore.

Con la mano destra infatti, tiene chiuso ma disponibile, il libro della Conoscenza.

( Tralascio volutamente per non disperdere troppo l'argomento trattato i simbolismi ricchissimi racchiusi in ogni Lama. Lascio a voi ed al vostro intuito, guidato dalla Beth, questo compito).

Nella sinistra invece tiene due chiavi che danno la possibilità di aprire l'interno delle cose ( esoterismo): una è d'oro e connessa al Sole ( ossia il Verbo e la Ragione) l'altra è d'argento e connessa alla Luna ( ossia l' immaginazione, l'intuizione lucida).

Cosa ci sta dicendo la Papessa  attraverso queste due chiavi?

Che  bisogna unire (come fa Iside ) la ragione, la logica severa e limitata ad una immaginazione fervida e lucida.

Unire intuito e ragione..e solo così si potrà scostare il Velo della Conoscenza.

Per l'intuitivo favorito da Iside, la realtà visibile è l'ombra rivelatrice del mondo al di là delle apparenze, al di là del Velo.

Arrestando la vista fisiologica, si provoca la visione dello Spirito, il legame con il Sè Superiore.

Quindi, uscendo dall'Unità, noi entriamo nel binario, rappresentato dal Tempio di Salomone, dove tra  le due colonne  Jakin e Bohas,è seduta la nostra Papessa, il femminino sacro, il Graal, il Contenitore della Conoscenza.


Essa si rende disponibile per coloro che si accingono a compiere l'Opera alchemica su se stessi, per tornare  all'Unita', all'Aleph, a Dio.

E' l'inizio di un viaggio che ritorna  a se stesso, nel suo compimento.

E' l'inizio del viaggio dell'uomo, attraverso le varie stazioni iniziatiche, che torna a Casa, alla Casa divina.

Tutte le Creazioni hanno inizio da questo dualismo: padre /madre, soggetto/oggetto, creatore/creazione,Dio/ Natura, Osiride /Iside

Iside è simile alla Sfinge che ci dà la possibilità di rispondere alle tre domande eterne:


chi siamo?
da dove veniamo?
dove andiamo?

Nelle Sephirot la Beth è rappresentata da  C'HOCMAH,  che significa saggezza, Sophia e corrisponde al pensiero creatore, emanazione immediata dal Padre, il suo Primogenito, la Parola il Verbo, il Logos o Suprema ragione.

C'HOCMAH ESCAPE='HTML'

Ogni Archetipo nelle Sephirot rappresenta un vettore d'energia che agisce  sulla consapevolezza umana.
E' un canale, attraverso cui vengono riversate correnti di energia purissima, che si differenziano in base alla loro funzione.

Ogni lettera dell'alfabeto ebraico è un mandala, una “forma o contenitore” capace di guidare l'attenzione di chi medita su di esso, verso il centro dell'Essere e della coscienza,verso quello stato di riposo e di silenzio dal quale proviene l'illuminazione spirituale.

Che cosa cercavano i Cavalieri del Sacro Graal?
Cercavano Lei, la Beth, cercavano la Sophia, la Conoscenza, cercavano di attivare l'intuizione che avrebbe permesso loro di entrare nel proprio Tempio interiore, nel Regno dello Spirito, a Casa, da Dio.

Iniziazione di un cavaliere ESCAPE='HTML'

Cercavano il femminino sacro che rende manifesta alla coscienza la divinità.
Esso è  l'accesso, la soglia al divino, alla vera conoscenza dell'uomo per poter finalmente tornare a Casa.

Maddalena, rappresentazione in terra di Iside, del femminino sacro, della Madre e della Dea, nella storia ebbe questa funzione.

Il Femminino Sacro ESCAPE='HTML'

Solo a coloro che ne erano degni, in un'epoca in cui l'Ascensione non doveva ancora appartenere alla coscienza collettiva, venivano aperte le porte di questa Conoscenza .

La Papessa, la Beth sacra, consegnava le chiavi , il graal, la Fonte della Conoscenza, solo a coloro che avevano percorso l'intero viaggio dell'Anima ed erano così pronti a tornare all'Origine.

La funzione Beth, il contenitore, la troviamo ovunque manifesta nell'esistenza materiale: una coppa, una Chiesa, la Bibbia( raccoglie , contiene parole sacre), i Tarocchi stessi, una casa, un uomo o una donna, un albero..tutto..esiste in materia, grazie alla Beth e tutto però contiene al contempo l'Aleph, Dio

La Beth è quindi Dio, in forma manifesta.

Il compito degli Angeli Unificatori, di noi umani, è ristabilire l'equilibrio di questa polarità divisa per poter sperimentare la Conoscenza e riportarla all'origine, all'Uno da cui proviene.

La Beth è la clavicola di Salomone, una“ piccola chiave” consegnata un tempo, solo ai grandi Maestri della storia ed ora invece, disponibile per tutta l'umanità che sta ascendendo al proprio Spirito di Luce, allo Spirito Uno, a Dio.

Anche Osho ci parla della Beth in questo modo:

“Nel mondo sono esistite molte persone che hanno detto cose davvero valide. Se fosse stato possibile che qualcosa accadesse solo grazie alle loro parole, adesso tutto il bene si sarebbe già manifestato.

Ma né il Buddha, né Mahavira, né Cristo, né Krishna, né Maometto hanno potuto fare niente. Nessuno può far niente per l’uomo, a meno che ciascun uomo sia pronto a fare qualcosa per il proprio bene.

Il Gange continua a scorrere e gli oceani sono colmi, ma voi, senza neanche avere un secchio in mano, gridate che volete l’acqua.

Il Gange dice: “Ecco l’acqua, ma dov’è il contenitore?”. Voi rispondete: “Non parlarmi del contenitore. Tu sei il Gange, sei colmo d’acqua, dammene un po’”.

Le porte del Gange non sono chiuse, sono spalancate, ma voi avete bisogno di un contenitore.

Nel viaggio spirituale senza il contenitore della determinazione non potrete mai raggiungere alcuna soddisfazione o appagamento.”

La Beth nelle Rune è la BJARKA che rappresenta il potere femminile di generare la vita.

Bjarka  ESCAPE='HTML'
Runa Bjarka ESCAPE='HTML'

E' la forza che influenza lo sviluppo, la Runa dei riti di passaggio, la transizione da uno stato di esistenza ad un altro.

E' il potere nutritivo materno, che riserviamo alle fasi iniziali e quindi più delicate, di un progetto che ci sta a cuore.

Permette di cambiare il modo di vivere e di percepire le cose.

Il Buddismo parla della Beth in questo modo, pur avendo anch'esso rifiutato , alla luce della sua storia, il femminile , così come voluto dalla Beth stessa:

è  la produzione dell'esperienza ossia del Karma.
Il Karma è l'accumulo di tendenze e predisposizioni abituali.

Dall'ignoranza fondamentale( non illuminazione) hanno origine ulteriori momenti di mancato riconoscimento dello stato naturale.

Si forma l'illusione tra un prima e un dopo, lo scorrere del tempo “ordinario”

I Fenici, infine,  rappresentavano la Beth con la forma di un cucchiaio: il contenitore che raccoglie le parti, perfetto.

Shamballah

Beth e Shamballah ESCAPE='HTML'

Parliamo della Beth l'Archetipo che stai attraversando, con la tua attenzione, in questo momento.

Non si possono conoscere attentamente gli Archetipi senza vagliare minuziosamente con la parte meno accessibile della coscienza, i messaggi luminosi celati dal Velo degli Archetipi stessi.

In pratica vogliamo dire che non basta leggere e conoscere, bisogna vivere l'Archetipo e tradurne la Luce purissima che viene riflessa nella vostra coscienza in base a ciò che Esso è.

La rivelazione nella coscienza degli Archetipi è quindi un traguardo che si raggiunge con uno studio minuzioso ed attento del riflesso dei simboli celati dietro al Velo.

La Beth è il secondo Archetipo e trasmette in potenza riflessa, L'Aleph.

Ogni singolo aspetto che la Beth trasmette, grazie al suo seno accogliente, permette di vivere l'esperienza della vita terrena a seconda della parte raccolta e riflessa.

E' un riflesso della Luce indifferenziata,dell'Aleph e possiamo vederlo come uno splendido caleidoscopio che a seconda di come lo si guarda, riflette una parte di un insieme che non perde la sua unità, nonostante sia osservabile separatamente.

La Beth è un Archetipo bivalente in quanto la sua “funzione contenitrice”, ne contiene inevitabilmente altre due : la divisione e l'unificazione.

Da queste due funzioni comprese nella Beth, hanno origine poi tutte le altre funzioni dei 22 Archetipi.

E' una medaglia con due facce e possiamo rivelarne una o l'altra, quando la nostra vista è materiale o com'è la sua realtà, le possiamo osservare come insieme, come unità, come divintà.

La Beth  raccoglie le parti di un tutt'uno completo, permettendone la vista separata.

E' la Signora del tempo : tutto esiste però contemporaneamente al di là del tempo creato dall'illusione provocata dalla Beth, anche voi uomini.

In ogni cultura del mondo della terza dimensione, anche dalla più evoluta, la Beth è stata vista come qualcosa di nefasto, essendo, apparentemente, la negazione stessa della divinità.

Questo perchè nella negazione dell'Unità, riflessa dalla Beth, l'uomo osservava la perdita di Dio, dell'Uno.

L'uomo della 3D non comprendeva che quell'osservazione relativa, era ciò che in realtà gli avrebbe permesso di vedere Dio ,nell'unico modo possibile in cui si può manifestare nell'esperienza terrena, nel relativo .

Le figure femminili della vostra storia che hanno impersonato la Beth, riflesso della Madre Cosmica, sono state viste quindi come qualcosa di sbagliato da coloro che non riuscivano a vedere l'Unità, nella molteplicità.

Maria Maddalena, Iside, Nefertiti..ma anche voi, ogni donna che ha toccato con i suoi sacri piedi il vostro Pianeta si è trovata a vivere questo conflitto difficile da comprendere persino ai vostri stessi occhi.

Siete un “uno” eppure siete anche il molteplice.

Siete un riflesso eppure siete anche la Divinità .

Nella storia siete state divise nella vostra unità divina e viste come sante o peccatrici ed in voi  come in un caleidoscopio, viene in effetti vista o l'una o l'altra parte.

Voi rimanete una divinità comunque vi si guardi: è l'osservatore, colui che vi osserva semmai, che è diviso in se stesso.

Continuerà ad essere diviso, fino a quando non riuscirà a scorgere con la sua consapevolezza, questa realtà che riguarda l'essenza del  femminile.


Per osservare il femminino sacro , la Beth, bisogna scostarsi e guardare l'insieme: vedere il disegno celato oltre il Velo delle apparenze.

La sua funzione è quella di contenitore, di raccolta di  una parte di quella divinità impossibile da manifestare se non ordinata in piccole parti disponibili per l'osservazione e la sperimentazione della vostra stessa esistenza.

La Beth , raccoglie piccole parti di se stessa, di quell'Uno indifferenziato e non manifesto, permettendovi di osservare la divinità, di viverla e di sperimentarla nella Materia.

La divinità femminile, il suo principio,  ha questo compito che completa la divinità maschile con cui forma un Uno indivisibile.

La  Beth,  raccoglie i vari pezzi di verità frammentata nella materia e li unisce facendone un Uno nuovamente.

Questo Archetipo è  la Madre Celeste che vi permette di tornare a Casa alle vostre origini o al contrario allontanarvi da essa per vivere la vita materiale.

Riuscirà a riportarvi all'Origine solo quando riuscirete ad includere il molteplice, ricordando nella vostra coscienza, quell'Uno indivisibile da cui siete nati.

Come vi abbiamo detto, ogni figura femminile della storia famosa e meno famosa  ha impersonato la Beth.
Rappresentava il riflesso della duplice natura della Madre Cosmica.

Questa è la ragione per cui in ogni cultura, la donna si è sempre trovata a dover vivere nel manifesto, una contraddizione di cui nessun individuo sapeva darne reale ragione.

E' stata divinizzata in alcune culture e demonizzata in altre, cercata e respinta contemporaneamente.

Dentro ogni individuo inconsapevole, infatti, viveva  l'Archetipo della separazione, provocato inevitabilmente dalla Beth e la conseguente dolorosa sensazione di non appartenere più a Dio.

Ma la Beth è apparenza: è l'osservazione limitata della realtà manifesta che dà questa impressione ed è la Beth stessa, che riporta alla fine del viaggio dell'uomo, attraverso il suo lavoro di raccolta del molteplice, all'Unità.

Si parte da Lei, si torna a Lei, alla Beth, sacra quanto l'Aleph, essendo il suo riflesso in terra.

Capite quanta importanza ha, vedere al di là del riflesso che Ella emana?

Capite che si tratta di  un riflesso di qualcosa d'immenso, che oltre quel riflesso che vi permette di vedere la materia illusoria, c'è tutto ciò che esiste?

Capite quanta importanza ha unire i pezzetti della vostra consapevolezza frammentata e riportarli all'Origine?

Chiedete alla Beth, alla Madre, di unire, di farvi vedere ed Ella, attraverso la sua Luce riflessa, vi fornirà l'intuizione necessaria che vi aprirà per sempre le porte del Regno di Dio.

Lei, la Madre, la rifiutata, la rinnegata, la negata: ha voluto tutto ciò per voi, per permettervi di vivere la vostra esperienza terrena, ma voi rimanete Dio e la Dea e non siete affatto separati da nulla.

Quando la Beth compare nella vostra vita, significa che state unendo, che state affrontando il processo di unificazione

Questo vi permetterà di tornare alla vostra stessa divinità, senza conflitti, senza recriminazioni su ciò che è stato, pienamente consapevoli del motivo per cui la Beth , è ciò che è.

Del motivo per cui le vicende della vostra storia sono state ciò che sono state.

Riconsegnate la sua sacralità alla Beth e tornate a Dio, a chi siete realmente al di là del Velo.